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Baviera al voto, la disastrosa politica di Seehofer

di Fabrizio Hopps

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Baviera al voto, la disastrosa politica di Seehofer

| domenica 14 Ottobre 2018 - 17:24
Baviera al voto, la disastrosa politica di Seehofer

Dopo più di cinquanta anni di dominio del CSU in Baviera, oggi i 9,5 milioni di elettori del secondo maggiore e più ricco Land tedesco hanno punito la politica aggressiva nei confronti dei migranti operata dal Ministro dell’Interno Seehofer, portando il CSU dal 47% a circa il 35%.

L’Unione dei Cristiano Sociali (Csu), alleata di governo della cancelliera Angela Merkel, ha perso tale posizione di predominio con evidenti conseguenze anche sul governo federale a Berlino: secondo Schaeuble, presidente del Bundestag, il voto può dare il via a un processo di “grande cambiamento” da consolidare il 28 ottobre in Assia.

Gli effetti a catena potrebbero essere i seguenti: il partito non solo dovrà quasi certamente allearsi con altri, ma dovrà addirittura passare all’opposizione in Baviera e forse Seehofer sarà sacrificato per consentire alla Csu di scaricare le colpe su qualcuno, e se fra due settimane lo stesso disastro dovesse avvenire in un altro Land fondamentale, quello di Wiesbaden e Francoforte, sarebbe la poltrona stessa della Merkel quale presidente della CDU a vacillare, come vaticinato da Schaeuble.

Volker Bouffier, governatore cristianodemocratico dell’Assia e fedelissimo di Angela Merkel, lo ha detto a chiare lettere in un’intervista apparsa stamane sulla Welt: “La Csu non ha aiutato molto la reputazione dell’alleanza Cdu/Csu”.

Secondo qualcuno anche il successo dei Verdi sarebbe imputabile, in parte, ad elettori inorriditi dalle parole d’ordine di Seehofer e del governatore della Baviera Markus Soeder contro i profughi.

L’ intellighenzia politica tedesca ama pensare ad un ossimoro politico fra Csu e Verdi già realizzatosi in altre regioni e città dove è caduto il tabù dell’alleanza tra il partito di Adenauer e gli ambientalisti: un esempio eclatante è l’Autoland”, Baden-Wuerttenberg, sede di Daimler e Porsche e cuore dell’industria automobilistica tedesca, dove un governatore verde, Kretschmer, governa da un paio di anni con la Cdu. I Verdi a quel punto avrebbero la strada spianata per il ritorno alla centralità dello spettro politico tedesco.

La civile Germania dell’integrazione pare stia distruggendo i sogni di (vana)gloria di Seehofer e di una mentalità razzista antimigrazione che spaventa più che incoraggiare la gente.

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