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I militari della guardia di finanza hanno scoperto che alcune bozze delle relazioni tecniche della società Spea sul crollo del Ponte Morandi a Genova sono sono state “modificate e ammorbidite con termini meno preoccupanti”. Le fiamme gialle hanno anche precisato che i documenti in questione erano stati cambiati dopo le riunioni con il coordinatore Maurizio Ceneri, mentre altri sarebbero stati alterati senza dire nulla allo stesso dirigente.

Ponte Genova, “ammorbidite” le relazioni sul crollo

Si indaga sul motivo delle modifiche alle bozze. L’ipotesi più accreditata dagli inquirenti è che i documenti siano stato modificati per evitare controlli più invasivi e costosi

Spea, in una nota, ha fatto sapere che i controlli non erano eseguiti “a tavolino”. La società “si avvale di 145 risorse tra ingegneri e tecnici specializzati dedicate all’attività di vigilanza, suddivise tra uffici centrali e uffici locali che operano nelle aree di competenza delle Direzioni di Tronco di Autostrade per l’Italia. Le attività di controllo si svolgono sul campo, mediante l’utilizzo di tecnologie all’avanguardia, nel pieno rispetto delle leggi e delle normative tecniche e sono periodicamente verificate da enti interni e accreditati certificatori esterni, che ne attestano l’efficacia sostanziale e la correttezza procedurale”.

Inoltre, nelle attività di ispezione “viene utilizzato un sistema codificato di classificazione dello stato delle infrastrutture, che permette di segnalare con chiarezza lo stato di conservazione delle opere ispezionate e che ha dato prova di affidabilità in oltre 30 anni di applicazione su circa quattromila opere della rete di Autostrade per l’Italia monitorate”.

Si accorciano i tempi di rientro nelle case per gli sfollati. Anziché alla fine dell’anno, già dalle prossime settimane si esaurirà la fase di emergenza e saranno disponibili le nuove case. “Delle 261 famiglie sfollate – ha spiegato l’assessore comunale Pietro Piciocchi, a margine della consegna di nove appartamenti su 40 di Cassa depositi e prestiti, ristrutturati nell’ex ospedale psichiatrico di Quarto – sono 170 quelle che hanno scelto l’autonoma sistemazione e hanno già ricevuto due mensilità. Ci apprestiamo a pagare la terza e poi daremo un contributo comprensivo di tutta la somma a loro spettante nell’anno”. Sono 88  le famiglie che hanno optato per le case messe a disposizione dagli enti pubblici, mentre 3 nuclei non hanno ancora scelto come sistemarsi.

Un centinaio di persone invece vive ancora in albergo, in attesa di poter avere gli appartamenti assegnati ristrutturati e arredati. “A inizio emergenza avevamo detto che entro la fine dell’anno tutti gli sfollati avrebbero avuto una casa: a metà ottobre abbiamo completato il quadro delle sistemazioni. Con la consegna degli alloggi di Cassa depositi e prestiti si corona l’impegno di dare subito gli alloggi alle famiglie”, ha affermato con soddisfazione l’assessore regionale alla Casa, Marco Scajola