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“Le sanzioni all’Iran sono le più dure che il nostro Paese abbia mai imposto, vedremo cosa succede”. A parlare è il presidente Usa Donald Trump prima di partire per un comizio in Georgia. Nel mirino del tycoon ci sono infatti le imminenti elezioni di Midterm nelle quali, con ogni probabilità, l’attuale amministrazione porterà a casa una sonora sconfitta alla Camera e un’incerta vittoria al Senato. Servono quindi temi caldi, d’assalto, e le sanzioni all’Iran lo sono certamente.

Alla mezzanotte americana (le 6 del mattino in Italia) scattano le sanzioni e, in un’intervista alla Fox, il Segretario di Stato americano Mike Pompeo ha spiegato che gli Stati Uniti prevedono di esentare temporaneamente, per un massimo di sei mesi, otto Paesi che negli ultimi tempi hanno lavorato per ridurre a zero le loro importazioni di petrolio da Teheran. Il capo della diplomazia americana ha escluso che l’amministrazione Trump estenda le esenzioni oltre i sei mesi. 

Usa e Iran ai ferri corti: “Sanzioni mai viste” 

E la risposta iraniana non si è fatta attendere con migliaia di persone e studenti scesi in piazza davanti all’ex ambasciata degli Stati Uniti a Teheran e in altre città iraniane, urlando slogan come ‘abbasso gli Usa‘ e ‘abbasso Israele‘. I manifestanti hanno anche dato fuoco a una bandiera degli Stati Uniti e a una dello Stato ebraico. 

Ieri contro Trump si era scagliato anche il generale delle Guardie rivoluzionarie, Qassem Soleimani, pubblicando sul suo profilo Instagram una foto in stile locandina del ‘Trono di Spade’, con la scritta ‘Ti affronterò‘. Una risposta all’immagine postata su Twitter il giorno prima dal presidente degli Usa, che sempre con lo stile della serie televisiva annunciava che ‘Le sanzioni stanno arrivando’.