E’ ancora la cancelliera della Germania. Pero’ dopo 13 anni al vertice, in cui ha spesso dimostrato qualità eccezionali, l’autorità di Angela Merkel si e’ disciolta.

Il 29 ottobre, dopo la netta sconfitta elettorale della sua Cdu nel ricco land dell’Hesse, ha annunciato che a dicembre abbandonerà la carica di leader del partito. In teoria, potrebbe rimanere cancelliera fino al 2021, però come lei stessa fece notare sul suo predecessore, Gerhard Schroder, che provò a guadagnare tempo con una manovra simile nel 2004, le due cariche di fatto vanno insieme.

La posizione della Merkel adesso è addirittura peggiore di quella di Schroder 14 anni fa. La coalizione della sua Cdu con i socialdemocratici della Spd, anch’essi largamente sconfitti in Hesse, rischia di collassare. Anche se la Spd non uscirà dal governo nelle prossime settimane, i due partiti adesso si detestano a tal punto che la cancelliera avrà enormi difficoltà a governare.

Schroder durò solo 15 mesi dopo aver lasciato il suo posto da leader del partito prima di essere costretto a indire le elezioni anticipate, che perdette. La signora Merkel non dovrebbe aspettarsi di durare più a lungo. E dire che proprio adesso l’Europa e il mondo hanno bisogno della sua leadership. L’Unione Europea è sotto assedio dal caso Brexit e dalla “guerra” sulla finanziaria del governo populista italiano.

Il presidente usa Donald Trump sta costringendo gli europei a ripensare alla propria architettura di sicurezza e difesa. Una Germania paralizzata è, proprio in questo momento, una pessima notizia.  La settimana scorsa la Merkel ha fra l’altro affermato che non intende ripresentarsi in caso di nuove elezioni né essere cancelliera di un governo di minoranza.

E’ ormai ridotta alla condizione di anatra zoppa, e potrà fare ben poco sia in politica interna che in quella estera. Ci sono tre giovani leaders rampanti nella Cdu che si contendono sia la carica di nuovo leader del partito che quella di candidato cancelliere alle prossime elezioni federali tedesche: Annegret Kramp-Karrenbauer, una centrista, e Jens Spahn e Friedrich Merz entrambi più posizionati a destra.

In ogni caso, come in altri paesi europei, due partiti non tradizionali, cioè i verdi e l’estrema destra di alternativa per la Germania sono in grande spolvero mentre i due grandi partiti che dal dopoguerra ad oggi hanno dominato la scena politica tedesca, vale a dire la Cdu e la Spd sono in fortissima crisi.

Angela Merkel, comunque vada a finire la sua carriera da cancelliera, sarà ricordata come una grande leader politica che ha saputo evitare che le molteplici crisi che angustiano l’Europa provocassero il collasso dell’architettura comunitaria.

Ed è stata anche un politico capace di prendere decisioni umane ma impopolari come quella di accogliere in Germania, tra il 2015 e il 2016 oltre un milione di rifugiati mediorientali.