Etna, dopo il sisma 600 sfollati: la Regione chiede lo stato di emergenza

di Redazione

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Etna, dopo il sisma 600 sfollati: la Regione chiede lo stato di emergenza

| giovedì 27 Dicembre 2018 - 07:27
Etna, dopo il sisma 600 sfollati: la Regione chiede lo stato di emergenza

Lo sciame sismico continua a tenere in allarme i comuni etnei dopo la forte scossa di magnitudo 4.8 registrata nella notte tra Natale Santo Stefano. Sul vulcano attivo più grande d’Europa gli strumenti dell’Ingv hanno registrato nella notte una decina di scosse, ma di bassa energia. I tre eventi maggiori alle 4:40 a Zafferana Etnea, di magnitudo 2.0, e ipocentro a 2 km di profondità, e gli altri due su altro versante, a Ragalna, ieri alle 21:14, di magnitudo 2.3, e a seguire alle 2:18, di magnitudo 2.1. Quello delle 3:19 di notte del 26 dicembre è considerato dall’Ingv come uno dei terremoti più energetici mai registrati sul vulcano.

Per gli esperti il sisma è legato legato all’attivazione della faglia Fiandaca e della faglia di Pennisi, due delle strutture più meridionali del sistema tettonico delle Timpe. Continua intanto l’eruzione sull’Etna con la presenza di attività stromboliana dai crateri sommitali e l’emissione di cenere lavica. Appaiono meno alimentate le colate laviche che restano confinate ad alta quota nelle desertica Valle del Bove, anche per il calo dei valori del tremore interno dei canali vulcanici che segnalano il movimento del magma in risalita. Non si può però la momento escludere una possibile alimentazione, tuttora in corso, del ‘dicco’ che si è intruso. Sulla base della distribuzione della sismicità attuale, ritengono dall’Ingv, potrebbe interessare un settore diverso dall’attuale teatro eruttivo, con l’apertura di nuove fratture eruttive a quote più basse di 2.400 metri, in coincidenza della parete occidentale ed in quella meridionale della Valle del Bove.

Etna, il giorno dopo il sisma: in calo lo sciame 

Ma nei comuni di Zafferana Etnea, Acireale, Aci Sant’Antonio, Aci Catena, Aci Bonaccorsi e Santa Venerina, è già cominciata la triste conta dei danni.  Circa dieci famiglie sono state inoltre fatte evacuare la notte scorsa dalle loro abitazioni ad Aci Platani, frazione di Acireale, per la presenza di una faglia sulla strada dove si trovano le loro case che nel corso della giornata si era allargata provocando una frattura nell’asfalto. L’evento è collegato con l’attività sismica ed eruttiva dell’Etna. Lo sgombero delle abitazioni è stato eseguito con la collaborazione di vigili del fuoco e di carabinieri della compagnia di Acireale

Allo stato attuale si contano circa 600 sfollati. “Nessuno ci ha avvisato“, accusano alcuni dei residenti rimasti senza un’abitazione. E sul punto è anche intervenuto il governatore Nello Musumeci che ha annunciato la dichiarazione dello stato di calamità con contestuale richiesta della dichiarazione di emergenza: “Non dobbiamo agire sull’onda emotiva. Faremmo un grave errore se così fosse. Mi sorprendo, comunque, quando qualcuno si sorprende delle attività sismiche. La Sicilia è la regione più esposta d’Italia e nel contempo quella meno attrezzata dal punto di vista infrastrutturale. L’80 per cento delle nostre scuole non è a norma, così come molti degli edifici strategici”.

Etna, 600 sfollati: la Regione chiederà lo stato di emergenza

Il presidente della Regione Sicilia ha incontrato a San Giovanni La Punta, nella sede della Protezione civile regionale, i sindaci dei Comuni più colpiti dal terremoto. Alla riunione erano presenti anche gli assessori alla Salute Ruggero Razza, alle Infrastrutture Marco Falcone, il capo della Protezione civile regionale Calogero Foti e il dirigente generale del Dipartimento tecnico regionale Salvatore Lizzio.

“Siamo abituati – ha proseguito il governatore – a convivere con le scosse e anche con i danni agli edifici. Stiamo cercando di capire come si evolverà l’attività effusiva e sismica, oltre a interrogarci se i Comuni hanno il Piano di protezione civile. Insomma, se tutto è predisposto perché si possa affrontare e gestire al meglio una condizione di emergenza. Gli sfollati? Speriamo possano tornare presto nelle loro case perché non si può vivere in un Palasport o in un albergo se non per alcuni giorni. Noi dobbiamo invece vigilare sulle infrastrutture, su quelle particolarmente sensibili come gli ospedali e le scuole. Sono questi i veri temi che devono fare riflettere tutti”.

Vicino alle popolazioni del catanese per il terremoto”, scrive il premier Conte su twitter. Mentre Matteo Salvini invia, sempre via social, “un pensiero agli sfollati e onore ai pompieri” e Luigi Di Maio invita a “pensare ai feriti e ai danni causati dal terremoto”. I due vicepremier oggi sono arrivati  nel Catanese

“Nel momento drammatico che stanno attraversando tanti cittadini gli esperti che stanno seguendo l’Etna dicono con la situazione è sotto controllo – ha detto Salvini in una conferenza stampa a Catania – e quindi mi auguro che i cittadini possano trascorrere giornate più serene”.

“Nelle prossime ore il governo varerà il provvedimento che prevede la sospensione dei mutui per tutte le persone che hanno avuto difficoltà – ha spiegato Di Maio – Domani alle 19 ci sarà il Consiglio dei ministri. Il nostro obiettivo è aver pronta prima possibile l’ordinanza di protezione civile per fornire agli enti locali tutti gli strumenti per tornare a normalità”.

 

Foto da Twitter. 

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