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Sicurezza, sit-in a Palermo a favore di Orlando

di Redazione

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Sicurezza, sit-in a Palermo a favore di Orlando

| venerdì 04 Gennaio 2019 - 16:44

A Palermo è stato organizzato un sit-in in Piazza Pretoria, a partire dalle 11, per dire “no” al Decreto Sicurezza. Il presidio nato spontaneamente sui social appoggia l’iniziativa del sindaco Leoluca Orlando di sospendere in città le misure del decreto Salvini. Presenti in piazza circa 500 persone tra esponenti del terzo settore, delle associazioni, gruppi studenteschi e liberi cittadini. Alla protesta si unisce anche il Pd siciliano, guidato da Davide Faraone.

È scontro dunque tra i sindaci di alcune città e il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, accusato di violare, attraverso il decreto, i diritti umani. La disposizione di Orlando, infatti, è stata seguita anche dai sindaci di Firenze, Napoli e Parma, tutti appartenenti al Pd. La risposta del ministro dell’Interno non ha tardato ad arrivare: “Se qualche sindaco non è d’accorso, si dimetta”, ha detto Salvini.

“Al nervosismo del ministro Salvini, rispondo che io ho esercitato il mio diritto di sindaco”, ha detto davanti al Palazzo delle Aquile di Palermo il sindaco Orlando. “Queste norme hanno sicuramente un sapore disumano e criminogeno”, ha aggiunto. “Il porto di Palermo è aperto – ha precisato il sindaco Orlando – e al ministro Toninelli dico: la smetta di fare il pupo nelle mani dell’eversivo Salvini”.

I cittadini di Palermo non si sono fatti intimorire dalle rigide temperature della mattinata e dalla pioggia, in massa sono scesi in piazza per sostenere l’iniziativa del sindaco Orlando in favore dell’accoglienza e della miscela delle culture, da secoli a fondamento della città.

Anche Davide Faraone tra i manifestanti, per marcare la presenza del Pd in questa polemica. “Abbiamo contrastato il decreto Salvini in tutti i modi e lo faremo anche nelle piazze”, ha detto Faraone. “I cittadini finalmente si stanno svegliando e stanno vedendo che tutto quello che ci hanno raccontato in questi mesi al Governo erano chiacchiere e propaganda”.

La querelle continua ed è intervenuto anche il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, per calmare gli animi. “Se l’Anci desidera un incontro per segnalare eventuali difficoltà applicative collegate alla legge sull’immigrazione e sulla sicurezza, ben venga la richiesta di un incontro con il Governo, al quale anche il presidente del Consiglio è disposto a partecipare insieme al ministro dell’Interno”, ha fatto sapere Palazzo Chigi, ma Salvini rimane fermo nella sua posizione: il decreto è stato firmato dal Presidente della Repubblica, quindi è una legge a tutti gli effetti e come tale va rispettata.

Molti i sindaci a favore del decreto Salvini. Non ci sono solo opposizioni alle misure del provvedimento sulla Sicurezza, da parte dell‘Anci, infatti, ci si pone in un atteggiamento di dialogo. “Un incontro con il governo per discutere delle ricadute della legge Salvini sui territori che noi sindaci amministriamo è quello che chiedevamo dal principio – ha detto il presidente dell’Anci, Antonio Decaro – . Siamo contenti che da Palazzo Chigi ci si pronunci a favore di questa soluzione”.

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