Pesaro, falso promotore finanziario truffa 300 clienti: arrestato

di Redazione

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Pesaro, falso promotore finanziario truffa 300 clienti: arrestato

| giovedì 14 Febbraio 2019 - 10:49
Pesaro, falso promotore finanziario truffa 300 clienti: arrestato

La guardia di finanza di Pesaro ha arrestato un falso promotore finanziario, che avrebbe truffato centinaia di investitori. Si tratta di Vito Rizzo, 43 anni, originario del messinese.

Il truffatore è stato rintracciato in Croazia, a Pola, dopo complesse indagini durante le quali è stato a lungo intercettato e pedinato. Infine è stato bloccato in un ufficio postale e arrestato a Milano. L’uomo aveva un’auto affittata e non restituita un’impresa di autonoleggio siciliana.

Pesaro, falso promotore finanziario truffa 300 clienti: arrestato

L’attività investigativa è partita nel 2014, quando i finanzieri hanno individuato alcuni individui che svolgevano, in provincia di Pesaro, un’attività abusiva di collocamento di prodotti e strumenti finanziari per un valore complessivo di oltre 3.200.000 euro, promossa da varie società estere, registrate nei cosiddetti “paradisi fiscali”.

Inoltre, la società di Rizzo proponeva anche investimenti immobiliari in America e Germania, protezione del patrimonio, costituzione di società estere e un corso da investitore immobiliare “con successo garantito” al costo di 13.000 euro.

Vittime della truffa almeno 300 investitori residenti su tutto il territorio italiano, di cui oltre cinquanta nella provincia pesarese, che avrebbero effettuato numerosi e consistenti bonifici su conti svizzeri, maltesi e croati gestiti da Rizzo. Nei confronti di quest’ultimo è scattato un sequestro per un ammontare di 3.260.000 euro.

Vito Rizzo e i suoi collaboratori ostentavano su Facebook “vite da sogno” e importanti iniziative imprenditoriali, pubblicando continuamente fotografie e racconti di appuntamenti, incontri con potenziali investitori, sopralluoghi finalizzati alla gestione di immobili e, soprattutto, guadagni facili. L’intento era di attrarre nuove investitori, a cui venivano proposti contratti di associazione in partecipazione che garantivano rendimenti fino al 96% del capitale investito, con l’esonero dalle eventuali perdite e con la garanzia della restituzione dell’intero capitale investito, o investimenti garantiti anche con diamanti. Nel sito web sono state rinvenute anche le testimonianze di alcuni presunti clienti che esaltavano i vantaggi ottenuti dagli investimenti.

Dalle indagini è emerso che i prodotti offerti – secondo Rizzo collegati ad operazioni immobiliari ad altissima redditività effettuate in tutto il mondo – erano in realtà inesistenti, così come la sede e l’operatività delle società coinvolte.

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