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Mafia, voto di scambio ed estorsione: 25 arresti nel Trapanese

di Redazione

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Mafia, voto di scambio ed estorsione: 25 arresti nel Trapanese

| martedì 05 Marzo 2019 - 07:47

Associazione mafiosa, scambio elettorale politico mafioso, estorsione, danneggiamento e altro. Sono queste le accuse contestate dai carabinieri di Trapani, entrati in azione con oltre 200 unità, a 25 affiliati a Cosa Nostra trapanese. L’ordinanza è stata firmata dal gip del Tribunale di Palermo, su richiesta della locale Procura della Repubblica.

L’operazione disarticola il mandamento mafioso di Trapani e permette, per la prima volta, di individuare l’articolazione di Cosa Nostra di Favignana. Oltre ai vertici del mandamento (rappresentati dai fratelli Francesco e Pietro Virga, figli del boss ergastolano Vincenzo), della famiglia mafiosa di Paceco ed esponenti della famiglia mafiosa di Marsala, tra gli arrestati vi sono anche esponenti politici locali, che si offrivano ai mafiosi, proponendosi come loro punti di riferimento, arrivando, in alcuni casi, addirittura ad affidare loro la gestione, seppur parziale, della propria campagna elettorale.

Mafia nel Trapanese, 25 arresti: ci sono anche politici

Tra gli arrestati figura l’ex deputato regionale del Pd Paolo Ruggirello, accusato di associazione mafiosa, e dell’ex assessore comunale di Trapani Ivana Inferrera, indagata per voto di scambio politico-mafioso.  Secondo gli inquirenti, i due politici si “offrivano” ai mafiosi, proponendosi come “punti di riferimento” per i clan e arrivando, in alcuni casi, addirittura ad affidare loro la gestione della campagna elettorale. Ruggirello, 52 anni, trapanese, eletto all’Ars due volte, è stato deputato questore. Si è candidato alle ultime elezioni politiche ma non ce l’ha fatta.

Inferrera, 55 anni e una laurea in Conservazione dei beni culturali, è stata direttrice del museo della preistoria e nel 2013 è stata nominata assessore alle Strategie di sviluppo, alle politiche sociali e al Turismo del Comune di Trapani. Nell’ambito dell’operazione è stato eseguito un sequestro di beni, società ed esercizi commerciali per un valore complessivo di circa 10 milioni di euro. Tra i beni sequestrati anche il Grand Hotel Florio di Favignana.

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