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Tav, Telt pubblica gli avvisi: “Primo passo per non perdere i fondi”

di Redazione

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Tav, Telt pubblica gli avvisi: “Primo passo per non perdere i fondi”

| lunedì 11 Marzo 2019 - 13:19
Tav, Telt pubblica gli avvisi: “Primo passo per non perdere i fondi”

Via libera agli avvisi da parte di Telt.

Pubblicati all’unanimità gli ‘avis de marchés’ gli inviti a presentare candidatura relativi agli interventi dei lotti francesi del tunnel di base della Torino-Lione. Tutti i dieci consiglieri aventi diritto di voto si sono espressi a favore alla presenza del rappresentante dell’Unione Europea.

“Gli avvisi di avvio delle gare – specifica la Telt – contengono l’esplicitazione della facoltà di interrompere senza obblighi e oneri la procedura in ogni sua fase”. Con la norma dissolvente “l’impegno a verificare le volontà dei due Governi al termine della selezione delle candidature, prima di procedere all’invio dei capitolati di gara alle imprese”.

“L’obiettivo è di salvaguardare l’integrità della contribuzione del finanziamento europeo consentendo l’approfondimento e il libero confronto tra Italia e Francia e con l’Unione europea”: Telt spiega così la decisione di dare corso alle procedure di gara relative ai lavori in Francia per il tunnel di base della futura linea ferroviaria ad Alta Velocità, per un importo stimato di 2,3 miliardi di euro.

La Francia si dice soddisfatta per le odierne decisioni del consiglio di amministrazione di Telt che “rappresentano una tappa positiva nell’interesse del progetto Lione-Torino“: lo scrive in una nota la ministra dei Trasporti, Elisabeth Borne.

La questione dei finanziamenti

“Spero che i nostri amici italiani valutino” il progetto Tav e “restino impegnati”, perché “dire che questo progetto è negativo è un errore, è un grande progetto strutturale, importante per la Ue, la Francia e l’Italia, motivo per cui sono stati decisi importanti finanziamenti europei”, ha detto intanto il commissario agli affari economici Pierre Moscovici rispondendo ai giornalisti all’ingresso dell’Eurogruppo.

La pubblicazione degli ‘avis de marche’ rappresenta solo un primo passo per scongiurare la perdita dei fondi Ue. “Resta il fatto – ha spiegato un portavoce Ue – che se i lavori non proseguono come previsto a causa di ritardi di qualunque natura, i fondi Ue dovranno essere ridotti successivamente”. L’Inea, ricorda il portavoce, aveva detto che “se il ‘tendering process’ non veniva lanciato prima del 29 marzo, veniva compromessa la possibilità che i lavori non fossero fatti entro la scadenza del grant agreement”. Per questo resta ancora il rischio che ritardi nella realizzazione dell’opera portino alla “riduzione dei fondi Ue”.

Confindustria contro le fake news

Intanto Confindustria Piemonte dice basta con le fake news sulla Tav, e lancia una campagna informativa, parlando di opera strategica per la competitività.

Ma anche il Centro studi di Confindustria va all’attacco sottolineando che l’analisi costi-benefici non basta. La rilevanza di un’opera come la Tav “va oltre il mero calcolo economico e include, tra gli altri, anche aspetti legati alla sostenibilità ambientale, alla competitività territoriale, agli effetti di agglomerazione sulle economie locali, all’impatto reputazionale”, dice il Centro studi Confindustria in una nota spiegando che l’analisi costi benefici, utilizzata dal decisore pubblico “come strumento principale per valutare l’opportunità di proseguire” con la Tav, ha “dei limiti. Tale approccio, dunque, è necessario ma non sufficiente”. “Serve un ampliamento“.

Ma dal M5s il sottosegretario agli Affari Esteri Di Stefano insiste: “Alla luce di quanto emerso negli ultimi giorni, è evidente che la Tav non si farà“. E il ministro Lezzi: ‘noi siamo no Tav’.

Il premier Conte ha dichiarato: “Ci sono dei trattati che sono stati conclusi, altrimenti non ci troveremmo a parlare di Tav”. “Avremmo messo da parte questa infrastruttura – ha proseguito, parlando ai giornalisti – che alla luce degli studi e non per opinione personale, e tutte le verifiche fatte, è poco conveniente per gli interessi dell’Italia. Dobbiamo parlare di altro”.

 

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