All’asta il revolver che uccise Van Gogh

di Redazione

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All’asta il revolver che uccise Van Gogh

| mercoledì 03 Aprile 2019 - 19:45
All’asta il revolver che uccise Van Gogh

Il suo valore è stato stimato tra 40.000 e 60.000 euro e sarà messo all’asta da Auction Art all’Hotel Drouot di Parigi il prossimo 19 giugno. Si tratta del revolver Lefaucheux con cui Vincent Van Gogh si sarebbe ferito a morte con un colpo allo stomaco.

Scoperta da un contadino nel 1965 sotterrata nel campo in cui Van Gogh fu trovato ferito il 27 luglio 1890 ad Auvers-sur-Oise (Val-d’Oise), la pistola calibro 7 millimetri è stata esposta dal Van Gogh Museum ad Amsterdam nel 2016. Anche se la sua autenticazione non potrà essere mai stabilita con certezza, la provenienza è stata considerata attendibile dagli esperti del museo olandese.

Dopo il suo ritrovamento, il revolver fu consegnato al proprietario dell’albergo Ravoux di Auvers-sur-Oise dove il pittore visse e morì due giorni dopo il misterioso ferimento, il 29 luglio 1890. E da allora, l’arma è rimasta sempre di proprietà dei discendenti della famiglia dell’albergatore, che ora hanno deciso di venderlo.

Il Lefaucheux 7 mm fu presentato per la prima volta nel 2012 in occasione della pubblicazione del libro ‘Aurait-on retrouvé l’arme du suicide?’ di Alain Rohan. Secondo la casa d’aste Auction Art, le analisi dell’arma, molto danneggiata, attesterebbero che rimase nascosta nella terra per un periodo di tempo intorno l’anno 1890.

Nel 2011 i ricercatori americani Steven Naifeh e Gregory W. Smith, autori della biografia ‘Vincent van Gogh. The life’, sostennero l’ipotesi secondo cui Vincent Van Gogh non si sarebbe suicidato, ma sarebbe stato ferito da un colpo accidentale sparato da giovani che stavano giocando con un’arma. Secondo la loro ricostruzione, Van Gogh sarebbe stato ucciso da una revolverata di René Secrétan, un giovane di Parigi che con il fratello accompagnava il pittore nei campi, facendogli scherzi d’ogni tipo. Dalla pistola sarebbe partito un colpo accidentale e Van Gogh non denunciò il ragazzo avvalorando la tesi del suicidio. L’ipotesi è stata contestata da numerosi studiosi, tra cui Louis Van Tilborgh, ricercatore del Van Gogh Museum.

Per gli esperti di Auction Art, l’ipotesi di Naifeh e Smith “non esclude i risultati della ricerca sull’arma in questione che avrebbe potuto essere stata abbandonata nel campo dai due ragazzi”.

foto: Italianradio

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