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Truffati dalle banche, in arrivo i rimborsi per i risparmiatori

di Redazione

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Truffati dalle banche, in arrivo i rimborsi per i risparmiatori

| lunedì 08 Aprile 2019 - 18:36
Truffati dalle banche, in arrivo i rimborsi per i risparmiatori

È terminata a Palazzo Chigi la riunione del premier Giuseppe Conte e del ministro dell’Economia Giovanni Tria con le associazioni dei risparmiatori truffati dalle banche.

L’ incontro tra le associazioni dei risparmiatori

L’incontro tra le associazioni che rappresentano i risparmiatori azzerati dai crac delle banche (dalle Venete a Etruria e via dicendo) e il governo si è chiuso con un accordo sui rimborsi: si aspettano i decreti attuativi da parte del Tesoro, che dovranno anche modificare la legge di Bilancio con la quale l’esecutivo aveva destinato 1,5 miliardi ai ristori.

All’incontro hanno preso parte il premier Giuseppe Conte, i ministri Giovanni Tria e Riccardo Fraccaro, i sottosegretari Alessio Villarosa (M5S) e Massimo Bitonci (Lega). Quest’ultimo ha annunciato che i testi “saranno domani in Cdm”.

A Conte è toccato il ruolo di mediare tra le posizioni dell’esecutivo. Come racconta Repubblica, alla fine ha prevalso la linea scelta dal Tesoro, concordata con Bruxelles, del “doppio binario” per evitare una procedura d’infrazione; Lega e M5s, di contro, spingevano perché ci fosse un binario unico, ovvero rimborso per tutti indiscriminatamente.

Cosa prevede l’accordo

Con l’accordo, invece, la platea di circa 200mila persone si sdoppierà: i ristori diretti andranno ai risparmiatori con un reddito imponibile entro i 35mila euro (per singola persona componente del nucleo familiare, mentre inizialmente si parlava di Isee) e un patrimonio mobiliare non superiore a 100.000 euro. Per gli altri, il via libera passerà da una sorta di controllo arbitrale, che sarà però semplificato e dovrebbe prevedere una ‘tipizzazione’ dei risparmiatori in modo da accelerare le pratiche. L’indennizzo sarà pari al 30% per gli azionisti e del 95% per gli obbligazionisti subordinati. Questo impianto è stato approvato da quasi tutte le associazioni: diciassette, contro le due contrarie.

Il Mef ha fatto sapere nei giorni scorsi che – con questi parametri – grossomodo il 90 per cento dei risparmiatori accederebbe al rimborso diretto, anche se la stima pare ottimistica alle associazioni (anche a quelle più in linea con il Tesoro durante la trattativa) che indicano un valore plausibile intorno al 40 per cento. In questo modo, inoltre, non sarà neppure necessario il cosiddetto “scudo” che Tria chiedeva per i funzionari del suo dicastero, qualora si fosse andati dritti per la via indicata da Lega e M5s e con il rischio di un danno erariale.

l fronte delle associazioni si è presentato diviso all’appuntamento, tra l’ala più radicale che spinge per la linea dura, e non è disposta ad accettare soluzioni che riaprano le porte a forme di arbitrato, a meno di garanzie precise, e l’ala più dialogante che è pronta a collaborare pur di fare partire i rimborsi, di fronte alla prospettiva di una procedura d’infrazione da parte dell’Unione europea. Ai primi ha continuato a guardare Luigi Di Maio, che anche stamattina ha tuonato: “Tutto quello che si farà per i truffati delle banche deve avere il loro assenso, altrimenti non si va da nessuna parte, quindi l’unica linea che può passare è quella dettata dagli stessi truffati, non passa nè la mia nè quella di un altro altrimenti è inutile che facciamo i rimborsi”. A margine del Vinitaly, il vicepremier ha aggiunto: “Se li portiamo davanti ad un arbitrato ci vorranno mesi e mesi per fargli avere i soldi. Io non voglio portarli davanti ad un arbitrato”.

Eppure, alla fine, la linea di Tria è risultata la vincente. Tanto che Luigi Marattin, capogruppo Pd in Commissione Bilancio alla Camera, ha attaccato: “Oggi comincia a crollare il castello  delle promesse populiste. Per 3 anni e mezzo hanno urlato ai quattro venti che  avrebbero rimborsato al 100% tutti gli azionisti. Hanno insultato, tirato uova, promesso mari e monti. Oggi la realtà presenta il conto. Ma è solo l’inizio della fine per il governo delle balle”.

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