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Sindrome da puzza di pesce: cosa è e come combatterla

di Redazione

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Sindrome da puzza di pesce: cosa è e come combatterla

| giovedì 11 Aprile 2019 - 15:36
Sindrome da puzza di pesce: cosa è e come combatterla

Il termine medico specifico è Trimetilaminuria (Tmau), ma è comunemente nota come Sindrome da odore di pesce ed è una patologia metabolica rara che colpisce maggiormente le donne. È caratterizzata da una sudorazione nauseante, contraddistinta da un’inconfondibile puzza di pesce marcio.

Cause e sintomi

Le cause della Sindrome da odore di pesce sono riconducibili ad una disfunzione del metabolismo dovuta ad una errata metabolizzazione dell’ammina trimetilammina: presente in cibi come pesce, carne rossa e uova, precursori della stessa (colina, lecitina, carnitina). Questa provoca una scorretta produzione dell’enzima flavina monoossigenasi e difficoltà nel disgregare la trimetilammina (TMA).

Come conseguenza, l’accumulo di trimetilammina rilasciata liquidi maleodoranti e puzzolenti persistenti, che ricordano la puzza di pesce, nella saliva, nella sudorazione, nelle urine e nelle secrezioni vaginali. L’odore sgradevole si intensifica con l’attività fisica, in concomitanza del ciclo mestruale e quando aumenta la temperatura ambientale.

La sindrome da puzza di pesce marcio non colpisce dunque le persone con scarsa igiene e che si lavano poco. La malattia esordisce solo al momento dello svezzamento. Le cause si possono ricondurre a problemi di tipo ormonale di fegato e flora intestina.

Diagnosi e cura

La diagnosi della patologia è a cura dell’endocrinologo che, mediante svariati accertamenti e un iter diagnostico specifico, escluderà, passo dopo passo, tutte le altre eventuali cause del cattivo odore (scarsa igiene personale, fattori ambientali, malattie epatiche, renali o genito-urinarie).

Attualmente non esiste una terapia farmacologica specifica ma il disturbo può essere tenuto sotto controllo seguendo un’alimentazione di tipo vegetariano. Bisognerà escludere dalla propria alimentazione pesce, carne, piselli, fegato, uova, soia e fagioli al fine di ridurre la sintomatologia che potrebbe essere fastidiosa e invalidante.

Gli impatti a livello psicologico

La trimetilaminuria non comporta altre disfunzioni fisiche, ma l’impatto è devastante a livello psicologico, perché spesso porta i pazienti verso la solitudine, isolamento sociale, ansia e depressione. Anche avere reazioni intime per chi soffre di questa sindrome può essere difficile.

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