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Arti amputati per una diagnosi sbagliata ma le protesi costano troppo: “Aiutatemi”

di Rosanna Pasta

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Arti amputati per una diagnosi sbagliata ma le protesi costano troppo: “Aiutatemi”

| venerdì 12 Aprile 2019 - 13:09
Arti amputati per una diagnosi sbagliata ma le protesi costano troppo: “Aiutatemi”

Anna Leonori si è improvvisamente ritrovata con gli arti amputati per una diagnosi sbagliata. Dopo gli iniziali momenti di panico e confusione, la donna 46enne di Terni ha avuto il coraggio di lanciare un appello sui social: “Aiutatemi a comprare le protesi”.

Arti amputati per una diagnosi sbagliata, la storia di Anna Leonori

Anna Leonori ha vissuto un calvario. Una diagnosi sbagliata di tumore ha portato all’esportazione inutile di alcuni organi. Poi sono arrivate le complicazioni: la setticemia e l’inevitabile amputazione di tutti e quattro gli arti. Anna è entrata nell’ospedale di Terni nel 2014 per una operazione chirurgica. Dopo 80 giorni di coma, però, si è svegliata senza gambe e senza braccia.

Momenti di panico e sconforto hanno quindi assalito la donna. Il punto di svolta è arrivato dopo l’incontro con Bebe Vio.  Le sono state impiantate le protesi ed è tornata in piedi. Anna ha così ritrovato il sorriso e la forza di andare avanti, soprattutto per i suoi due figli.

I problemi però non sono ancora finiti. Le nuove braccia impiantata in Anna le impediscono di fare qualsiasi movimento. Avrebbe bisogno di protesi di ultima generazione ma costano troppo: ben 90 mila euro. Per far fronte a questa spesa impossibile, la donna ha lanciato una raccolta fondi su Facebook: “Aiutatemi ad acquistare le nuove protesi”.

L’appello di Anna Leonori su Facebook

“Ciao, Sono Anna ho 46 anni e più o meno un anno e mezzo fa ho avuto problematiche di salute (presto riuscirò a raccontarvi cosa) che mi hanno portato all’amputazione di gambe e braccia, immaginate la mia reazione quando mi sono svegliata dal coma in questa condizioni! Che presentazione vero?”. Inizia con queste parole il post di Anna Leonori su Facebook.

Poi la donna va dritta al punto. “Il desiderio di raccontarvi la mia storia – scrive – nasce sopratutto perché vorrei aiutare e trasmettere speranza a chi, come me, ha avuto esperienze simili. Coraggio e speranza che a me ha dato la grande Bebe Vio”.

La speranza però non basta a superare il problema e Anna va avanti. “Dopo tante difficoltà riesco a camminare con le protesi, avrei bisogno però di protesi superiori di ultima generazione che l’Asl non fornisce – spiega -. Il preventivo è talmente alto… non credo riuscirò mai ad avere quella somma (90mila euro)”.

Le protesi attuali non permettono ad Anna di svolgere i movimenti più banali. “Ora non riesco a soffiarmi il naso, a tenere un cucchiaio ad appoggiarmi mentre scendo le scale, con il mio braccio amputato invece mi trucco uso il telefono mi asciugo le lacrime. Voglio ringraziare tutti coloro che hanno voluto dare un contributo e anche chi lo vorrà fare in futuro certo l’obiettivo è ambizioso ma non voglio perdere la speranza di poter prima o poi conquistare un minimo di autonomia”. La cifra, però, che per ora è vicina ai 3mila euro, è ancora molto lontana.

Foto da Facebook.

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