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Terrorismo, arrestati un palermitano e un marocchino: inneggiavano all’Isis

di Redazione

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Terrorismo, arrestati un palermitano e un marocchino: inneggiavano all’Isis

| mercoledì 17 Aprile 2019 - 07:49
Terrorismo, arrestati un palermitano e un marocchino: inneggiavano all’Isis

La polizia ha arrestato due giovani radicalizzati trovati in possesso di materiale inneggiante all’Isis. Accusati di terrorismo un palermitano e un marocchino. Si tratta del 24enne Giuseppe Frittitta, attualmente domiciliato a Bernareggio (MB) e di Ossama Ghafir, di 18 anni, residente a Cerano (No). La Procura di Palermo ha autorizzato il provvedimento.

Gli investigatori della Sezione Antiterrorismo della Digos di Palermo hanno eseguito il fermo di indiziato di delitto. Frittitta convertito all’Islam, è gravemente indiziato dei reati di istigazione a delinquere per avere condiviso materiale avente carattere estremista-jihadista.

Accusati di terrorismo un palermitano e un marocchino

Il palermitano ha stretto contatti con soggetti, italiani e non, convertiti alla fede islamica noti per il loro livello di radicalizzazione. Obiettivi realizzati – riporta l’Agi – attraverso i social network, condividendo materiale propagandistico dell’estremismo jihadista e soprattutto dello Stato Islamico.

Il materiale era sia di tipo documentale (infografie, istruzioni, mappe, vessilli, testi di discorsi estremisti riportanti il simbolo dell’Isis) sia di tipo video-fotografico (scene e canti di guerra, immagini di guerriglieri, video di esplosioni e di combattimenti, e altro).

Materiale di cui si riforniva sia in rete sia ricevendolo da soggetti vicini all’estremismo islamico, residenti su tutto il territorio nazionale, di cui alcuni propugnatori dell’ideologia salafita e della imposizione anche violenta delle regole della Sharia nel mondo occidentale e in Italia in particolare.

Tradito dal selfie

Si faceva selfie, che poi postava sui social, con in mano un coltello che definiva “mio compare 26 centimetri“. Si era fatto crescere una lunga barba nera e inneggiava alla vendetta dei combattenti dell’Isis morti in battaglia. Più volte, in rete e nelle conversazioni via web, invocava l’uccisione di “tutti gli occidentali”.

Per mesi la Digos, coordinata dalla Procura di Palermo, ha monitorato le sue attività sui social. L’accusa di Frittitta è di istigazione e apologia a commettere reati di terrorismo.

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