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Game of Thrones, The Long Night: cosa è successo nella puntata più lunga di sempre

di Gaia Di Giorgio

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Game of Thrones, The Long Night: cosa è successo nella puntata più lunga di sempre

| martedì 30 Aprile 2019 - 16:29
Game of Thrones, The Long Night: cosa è successo nella puntata più lunga di sempre

L’inverno sta arrivando e in effetti e arrivato, durando ‘appena’ 80 minuti.

La terza puntata di Game of Thrones ‘The Long Night’ è stata la più lunga di sempre, la più attesa e la più twittata, la più dark nei colori e nella sceneggiatura. Dopo due puntate introduttive, ‘La Lunga Notte‘ ha raccontato genesi e fine di ciò che i fan e i telespettatori hanno atteso dalla prima puntata della prima stagione della serie.

Per girarla ci sono volute cinquantacinque notti, tutte di fila, al freddo, con le temperature sottozero dell’Irlanda del Nord. Pochi dialoghi e pochi colori che parlassero di paura, ansia, confusione e di incertezza di quello che sarebbe successo.

La trama della 3 puntata

L’episodio 3 della stagione conclusiva de Il Trono di Spade si apre con Samwell Tarly e gli altri eroi accorsi a Grande Inverno intenti nei preparativi per l’imminente scontro con l’armata degli Estranei. La tensione è palpabile, i draghi di Daenerys volano sopra la roccaforte Stark, ma a farla da padrone è il buio.

Ad illuminare lo scenario è Melisandre , la maga che aveva annunciato il suo ritorno nelle terre del nord, per completare il lavoro al servizio del Signore della Luce. Con un sortilegio rende infuocate le sciabole dei Dothraki che si lanciano all’assalto dei non morti. Luce che, in capo largo e dall’alto, andrà affievolendosi sempre più. L’occhio di Daenerys vede sconfiggere il sue esercito ma le truppe di Grande Inverno, con gli Immacolati in prima linea, si preparano per ricevere l’ondata nemica.

Fondamentale l’intervento dei due draghi: Drogon cavalcato da Dany e Rheagal da Jon Snow. A non farcela è però Edd, intervenuto per difendere l’amico Sam.

A causa della tormenta I draghi si ritrovano in difficoltà ma Melisandre accorre di nuovo in aiuto degli umani dando fuoco alla trincea, fermando provvisoriamente gli Estranei.

Mentre Bran decide di far scattare la sua trappola contro il Re della Notte, sotto forma di corvo, l’esercito dei non morti trova il modo di superare la barriera infuocata e si manifesta finalmente il Re della Notte.

A distinguersi durante la battaglia sono due giovani ragazzine: Arya Stark che tiene testa a schiere di zombi e Lyanna Mormont che affronta un gigante non morto. La piccola, ma coraggiosissima muore stritolata dal titanico bestione, ma non prima di averlo a sua volta abbattuto con un colpo all’occhio.

Comincia, nel frattempo, lo scontro aereo fra i draghi “buoni” e lo sventurato Viserion, il drago zombie cavalcato dal Re della Notte. L’esito è incerto, ma alla fine Jon e Daenerys riescono ad abbattere l’avversario.

Nel castello, però, la situazione è fuori controllo: paralizzato il Mastino Clegane, che sembra arrendersi all’evidenza della sconfitta. A spronarlo è Beric Dondarrion che poco dopo morirà sopraffatto dall’orda.

“Cosa diciamo al Dio della Morte?” “Non oggi!” È il dialogo tra Melisandre e Arya a fare da chiave per ciò che succederà dopo.

Daenerys intanto , trovandosi di fronte il Re della Notte appiedato, prova a reagire con l’urlo “Dracarys!”, ma deve arrendersi all’evidenza: il fuoco del suo drago non lo scalfisce nemmeno. E quando Jon cerca di fronteggiare il capo degli Estranei, questi con un semplice gesto risveglia tutti i combattenti morti finora, che circondano in breve i sopravvissuti.

La stessa Dany sembra a un passo dalla morte quando gli zombie costringono il suo drago ad alzarsi in volo per scrollarseli di dosso, ma a salvarla è il fedelissimo Jorah Mormont, che per difendere la sua Regina troverà la morte. A sacrificarsi, nel frattempo, è anche Theon, ucciso dallo stesso Re della Notte nell’estremo tentativo di difendere Bran.

La battaglia sembra finita, quando però dal buio Arya balza addosso al Night King e, con una mossa a sorpresa, riesce a trafiggere il nemico con un pugnale di ossidiana, uccidendolo, riducendo in frantumi gli Estranei e facendo ritornare alla morte l’intero esercito di zombie, compreso Viserion, che nel frattempo stava per sbranare Jon Snow.

vivi hanno così avuto la meglio sui morti. E Melisandre, il cui intervento si è rivelato fondamentale, si allontana all’alba, per poi gettare il diadema che la tiene giovane e in vita per lasciarsi morire sotto lo sguardo di Ser Davos Seaworth.

Cresce così l’attesa per lo scontro finale fra Daenerys e la sua rivale Cersei Lannister.

Dubbi e aspettative

La puntata era stata descritta dagli showrunners D.B. Weiss e David Benioff come epica e spettacolare. Nonostante l’ironia e le lamentele dei fan sui social per l’eccessiva ‘oscurità’ di certo la fotografia rimarca l’essenza cupa di uno  dei momenti più intensi di sempre.

Le perdite sono di gran lunga inferiori alle aspettative: la penna di George RR Martin ci aveva abituati a morti eclatanti e a personaggi usciti di scena improvvisamente. In un battaglia di tale portata, per la quale i fan hanno temuto lo sterminio, si contano soltanto sei morti ‘celebri’: Ser Jorah, il fido consigliere e cavaliere di Daenerys che protegge fino all’ultimo la sua regina, Lyanna Mormont lottando contro uno degli Estranei, Beric Dondarrion, tornato in vita una volta mentre protegge Arya, Dolorous Edd Tollett che salva Sam sul campo e la sacerdotessa Melisandre, che sceglie di lasciarsi morire dopo aver assolto il suo compito. In ultimo il Re della Notte colpito mortalmente da Arya, spuntata dal nulla, e con lui l’intera armata.

Il Trono di Spade 8×03 ha la caratteristica di essere quasi esente da dialoghi. Le parole sono affidate alle spade dei prodi guerrieri, coinvolti in sequenze di combattimento  violente e sanguinarie, ma alle quali il telespettatore è abituato.

Delicata e straziante la scelta della colonna sonora che accompagna le scene finali della puntata. The Night King di Ramin Djawadi racchiude 8,50 min di altissima musica tra archi e pianoforte.

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