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Salvini sul caso Siri: “Conte mi sfidi sulle tasse, non sulla fantasia”

di Redazione

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Salvini sul caso Siri: “Conte mi sfidi sulle tasse, non sulla fantasia”

| venerdì 03 Maggio 2019 - 11:18
Salvini sul caso Siri: “Conte mi sfidi sulle tasse, non sulla fantasia”

Il vicepremier della Lega, Matteo Salvini, interviene a proposito del caso Siri e si rivolge al presidente del Consiglio Giuseppe Conte. “Mi sfidi sulle tasse, su qualcosa che interessa gli italiani, non sulla fantasia“. Lo ha Matteo Salvini, a margine di un comizio elettorale a Fidenza, ritornando sulla vicenda.

Caso Siri, Salvini sfida Conte

Alla domanda se avesse sentito Conte, poi, replica: “No, io lavoro, ieri son stato col premier ungherese, a lezione di riduzione fiscale cosa che vorrei fosse realtà anche in Italia, invece qualcuno ha tempo da perdere per polemizzare su altro, non sono io“.

“Mi occupo di tasse, sicurezza, droga, immigrazione e lavoro. Non ho tempo per beghe e polemiche. Quindi chiedetelo a Conte”, ha detto ancora.

Toninelli all’attacco

Intanto dal Movimento cinque stelle il ministro Danilo Toninelli va all’attacco. “Non è una vittoria né un sconfitta di alcuno. Non si può gioire quando un membro del governo viene giustamente invitato a dimettersi e dico giustamente perché mi spiace per lui e la sua famiglia, ma vanno tutelate le istituzioni e l’immagine del governo del cambiamento che ha bisogno della fiducia e del consenso degli italiani che la politica aveva perso”, dice il ministro. “Speriamo non serva un Cdm per votare, spero lui faccia un passo indietro, ha capito bene le parole di Conte”, ha aggiunto.

Conte “fa fuori Siri”

Mossa del sottosegretario ai Trasporti leghista Armando Siri indagato per corruzione. Se non ci saranno novità dai pm nei prossimi 15 giorni ha fatto sapere che si dimetterà.

A Palazzo Chigi il premier Giuseppe Conte ha indetto una conferenza stampa sulla vicenda: “Il sottosegretario Armando Siri si deve dimettere. Noi dobbiamo essere credibili, responsabili: le dimissioni o si danno o non si danno, le dimissioni future non hanno molto senso”, ha spiegato Conte.

Il presidente del Consiglio si è poi rivolto alla Lega: “Invito la Lega a considerare che questa decisione non è una condanna: non si lasci guidare da una reazione corporativa”. Conte ha poi invito anche “il M5s a non approfittare di questa soluzione per cantare una vittoria politica”.

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