Mafia, arrestato il nuovo capo clan di Belmonte Mezzagno

di Redazione

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Mafia, arrestato il nuovo capo clan di Belmonte Mezzagno

| mercoledì 15 Gennaio 2020 - 08:00
Mafia, arrestato il nuovo capo clan di Belmonte Mezzagno

Nel corso della notte i carabinieri hanno arrestato due persone ritenute responsabili di associazione mafiosa. Il fermo di indiziato di delitto è stato emesso dalla direzione distrettuale antimafia di Palermo. In manette anche il nuoco capo della famiglia mafiosa di Belmonte Mezzagno, Salvatore Francesco Tumminia.

Contemporaneamente i militari hanno eseguito una ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal GIP del Tribunale di Palermo, nei confronti di altre 2 persone, già sottoposte agli arresti domiciliari, ritenute responsabili di estorsione aggravata dal metodo mafioso.

Mafia, arrestato il nuovo capo clan di Belmonte Mezzagno

Le indagini documentano gli assetti e le dinamiche criminali della famiglia mafiosa di Belmonte Mezzagno all’indomani dell’Operazione Cupola 2.0 (4 dicembre 2018). In quella occasione, sono sono stati arrestati, tra gli altri, gli uomini d’onore al vertice del mandamento mafioso di Misilmeri – Belmonte Mezzagno.

Le acque della mafia di Belmonte Mezzagno hanno quindi cominciato ad agitarsi. Nel corso del 2019, infatti, sono stati numerosi i delitti di sangue. Tra le vittime il pregiudicato Vincenzo Greco, il commercialista Antonio Di Liberto. L’imprenditore Giuseppe Benigno, invece, è riuscito a salvarsi dal plateale tentativo di omicidio e rientra ora fra i soggetti raggiunti dai provvedimenti restrittivi.

E’ evidente che l’arresto e la successiva decisione di collaborare con la giustizia di Filippo Bisconti, all’epoca capo del mandamento, avessero provocato delle forti ripercussioni.

Le attività di indagine hanno consentito, in tempi brevi, di ricostruire parte dell’organigramma della famiglia mafiosa di Belmonte Mezzagno individuando l’uomo che ne aveva assunto il vertice: Salvatore Francesco Tumminia, da poco tornato in libertà dopo essere stato condannato per associazione mafiosa a seguito dell’operazione Perseo (16 dicembre 2008).

Tumminia gestiva il settore delle estorsioni, si era infiltrato nelle istituzioni sane della città, ponendosi quale punto di riferimento per i propri sodali e per i propri concittadini per la risoluzione delle problematiche più svariate.

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