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Coronavirus, Rca a costo zero subito possibile?

di Gianfranco Giorgianni

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Coronavirus, Rca a costo zero subito possibile?

| venerdì 03 Aprile 2020 - 08:57
Coronavirus, Rca a costo zero subito possibile?

Le compagnie di assicurazione, in questo periodo di circolazione limitata avranno sicuramente un numero di sinistri di gran lunga inferiore al normale. Esiste un rapporto fra il costo della RCA ed il costo dei sinistri che vengono coperti dalla assicurazione obbligatoria. Sono diversi milioni di euro, ed ogni possessore di auto contribuisce col pagamento del premio all’equazione. Ipotizziamo una equazione: (costo dei sinistri stradali)X + (spese e profitti)Y = (montante premi RCA)Z. Se ipotizziamo Z uguale a 3660, avremo l’equazione X + Y = 3660. Ipotizzando dei valori proporzionalmente congrui ad X ed Y, potremmo verosimilmente stabilire che spese e profitti siano il 20% del totale dei premi,dividendo 10% di spese e 10% di profitti. Avremmo quindi 366 di spese e 366 di profitti. Detraendoli dal montante premi, i sinistri ammonterebbero a 2928. L’equazione diventa dunque X 2928 + Y (366 + 366)=3660. I valori potrebbero essere quantificati in milioni di euro. Da questa equazione si evince che il ricavo giornaliero nel 2020 in premi RCA ammonterebbe a 10, quindi 10 milioni al giorno di premi RCA pagati in Italia. Molti ? Pochi ? non ho idea. Nel 2017 il totale dei premi RCA è stato di 12.981.348.177 €. Questo importo è il risultato della moltiplicazione di € 377 (costo medio RCA per autovettura) per 38.520.321 auto circolanti in Italia. Per 30 giorni di chiusura al traffico il risparmio delle compagnie di assicurazione nel 2017 sarebbe stato di € 1.064.044.932 (oltre un miliardo di €)

Proseguiamo con la nostra semplice equazione, chi lo desidera faccia il calcolo effettivo con i dati del 2017.

A causa del Coronavirus, i sinistri sono diminuiti almeno del 90%, sicuramente la riduzione del traffico è leggermente inferiore al 90%, ma con una circolazione sporadica come quella attuale, la diminuzione dei sinistri sarà sicuramente di circa il 90%. Sono diminuite anche le spese delle compagnie di assicurazione, se anche non avranno chiesto la cassa integrazione per gli impiegati, a causa del “lock down”, risparmieranno in spese variabili (acqua luce telefoni cancelleria etc). Ma per semplicità di calcolo lasciamo immutati i valori delle spese e dei profitti, e limitiamoci a calcolare la riduzione delle spese per sinistri di almeno il 90%, quindi l’equazione sarebbe la seguente X(2.635,20 risparmio per sinistri + 292,80 sinistri liquidati) + Y(366 + 366) = 3.660. Dividendo 2.635,20 per 366 (i giorni del 2020) il quoziente è 7,2, equivalente al risparmio giornaliero in sinistri. Poniamo il caso che il “lock down” duri 30 giorni, il risparmio per le compagnie di assicurazioni ammonterebbe a 7,2 x 30 = 210,60. Poiché abbiamo calcolato, con la prima equazione, che ogni giorni si pagano € 10 (milioni ? ) di premi, per recuperare 210,60 sarebbe sufficiente posticipare la scadenza di ogni polizza di 21 giorni ed allungare il contratto per ogni veicolo di 21 giorni, ogni possessore di auto avrebbe 21 giorni di assicurazione gratuita. Questi 21 giorni di assicurazione gratuita sarebbero a costo zero in quanto: lo stato non avrebbe alcun esborso; le compagnie non avrebbero costi e nessuna modifica all’utile dei bilanci di previsione. Probabilmente registrerebbero un incremento degli utili, dovuti alla diminuzione delle spese fisse; i cittadini che possiedono un’auto avrebbero la prossima scadenza posticipata di 21 giorni ferme restando le ulteriori agevolazioni previste con i decreti attualmente in vigore.

Un “tavolo” con l’Ania e l’Associazione Consumatori, con i mezzi informatici attualmente a disposizione, potrebbe giungere a delle conclusioni certe in brevissimo tempo. Dopodiché i politici potrebbero decretare un ulteriore posticipo delle scadenza dando un sollievo immediato, sebbene momentaneo, ai possessori d’auto.

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