Nuti (M5S) sulle orme del suo ex avversario Costa | La lettera sui social: “Ciao mamma, ciao papà…”

di Redazione

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Nuti (M5S) sulle orme del suo ex avversario Costa | La lettera sui social: “Ciao mamma, ciao papà…”

| venerdì 31 Gennaio 2014 - 12:22
Nuti (M5S) sulle orme del suo ex avversario Costa | La lettera sui social: “Ciao mamma, ciao papà…”

Riccardo Nuti, deputato del Movimento 5 Stelle, ricalca le orme del suo avversario alle amministrative di Palermo, Massimo Costa. “Mamma, mammina, sei pronta?”, chiese il candidato del centrodestra nella conferenza stampa di presentazione della sua candidatura. Oggi, l’ex candidato grillino per la poltrone di primo cittadino del capoluogo siciliano pubblica sui social network una lettera ai suoi genitori, con cui racconta il clima teso di questi ultimi giorni in Parlamento, di cui anche lui è stato protagonista.

Ecco il testo integrale della lettera:

“Ciao mamma, ciao papà, sono alla Camera dei Deputati, a Roma. Vorrei raccontarvi quello che è accaduto in questi due giorni.

“Mamma, papà: siamo in dittatura, ogni regola, ogni articolo è stato violato, stracciato. Mi verrebbe da dirvi “non preoccupatevi” come ho sempre fatto, perché realmente non c’era molto da preoccuparsi ed invece questa volta non è così. Preoccupatevi, perché hanno picchiato una mamma e potrebbero farlo con chiuque.

“Ieri sera, stavamo tentando di fermare – discutendo in aula e rispettando il regolamento – l’ennesimo decreto legge incostituzionale che regalava 7,5 miliardi alle banche private. La Presidente della Camera, Boldrini, ha compiuto un gesto mai avvenuto prima. Nessun presidente della Camera lo aveva mai fatto nella storia della Repubblica Italiana. Ha bloccato tutti gli interventi in corso con un qualcosa che non è scritto da nessuna parte, non è previsto nè nel regolamento della Camera nè nella Costituzione: la “tagliola”.

“Noi avevamo depositato un testo che, se votato dall’ aula e approvato, avrebbe permesso al Paese in pochissime ore/giorni di avere una legge che evitasse definitivamente il pagamento dell’ Imu, la famosa tassa sulla casa.

“Farlo richiedeva pochi minuti, ed invece la Presidente della Camera, Laura Boldrini, ha ignorato la nostra richiesta, come se noi e il regolamento sventolato non esistessimo più. In pochi secondi ha fatto votare il decreto, mentre giù un deputato, il Questore Stefano Dambruoso, dava uno schiaffo e poi una spinta ad una donna e mamma, sfortunatamente grillina, Loredana Lupo. Durante tutto ciò, la Presidente Boldrini ha chiuso la seduta, è scappata e le telecamere sono state allontanate.

“Per fortuna una telecamera è riuscita a far vedere in tv lo schiaffo rivolto dal questore alla nostra collega Lupo (guarda il video), ma neanche questo è bastato perché questa persona venisse allontanata dall’aula e dal Parlamento. E non è servito neanche affinché la Presidente della Camera ne chiedesse l’interdizione dal suo ruolo e poi, quindi, le dimissioni.

“Mamma l’ indomani ci siamo sentiti dire dal Pd (partito che si definisce democratico a parole), che la colpa è di Loredana Lupo perché si è alzata anziché stare seduta. Addirittura alcuni giornalisti hanno sostenuto che Dambruoso ha fatto bene a dare quello schiaffo. Abbiamo denunciato tutto.

“Passata la notte questa mattina alle 8 le sale delle commissioni erano chiuse a chiave. Mai accaduto. Un nostro collega, che di mattina presto era entrato nella stanza della commissione giustizia, è stato chiuso dentro (lo so, è paradossale, ma tant’è).

“Alle 10.30 altra dimostrazione di dittatura: dopo aver violato 3 articoli del regolamento della Camera (25.2 – 77.3 – 86.6) e senza aver ricevuto nessuna risposta nel merito della nostra denuncia, il presidente della commissione Affari costituzionali, Sisto, ha aperto la votazione in due secondi netti. Senza possibilità di discutere e al di fuori di ogni regola democratica si sono assicurati il mandato per poter portare in aula, quello stesso giorno, la legge elettorale fatta da due condannati. Il Presidente Sisto e nessun altro ha contato i voti, nessuno ha verificato se c’era il numero legale e quando ho chiesto ufficialmente il conteggio dei voti (art. 53.3), Sisto è scappato. Abbiamo gridato il nostro sgomento, qualcuno di noi ha pianto per la disperazione, per la prepotenza.

“I giornali e la tv parlano di guerriglia “5 stelle”, dicono che siamo violenti, che non vogliamo dialogare. Cara mamma, caro papà, preoccupatevi quando sentirete parlare bene di noi, solo voi sapete chi sono, chi siamo, solo voi sapete cos’è la nostra onestà, solo noi sapremo riconoscerci anche in mezzo al buio di questo palazzo, di queste falsità, di questa corruzione”.

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