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Ugo Foa, capo della comunità ebraica di Roma | incontra gli studenti dell’istituto Meli di Palermo /VIDEO

di Redazione

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Ugo Foa, capo della comunità ebraica di Roma | incontra gli studenti dell’istituto Meli di Palermo /VIDEO

| martedì 04 Febbraio 2014 - 13:43

“Ogni volta che vado a un incontro con studenti come voi è come se mi restituissero uno di quei giorni di scuola che mi hanno rubato i nazisti”. È la testimonianza di Ugo Foa, della fondazione Cdec (centro di documentazione ebraica contemporanea) di Roma, sopravvissuto alla persecuzione razziale, e intervenuto al liceo ‘Meli’ di Palermo, nell’ambito delle manifestazioni per la giornata della memoria.

Alcuni studenti dell’istituto hanno visitato durante un viaggio di istruzione il campo di sterminio di Auschwitz e hanno raccontato in un video  quell’esperienza. Oggi l’iniziativa organizzata insieme alla Cooperazione internazionale Sud Sud, e che proseguirà nel pomeriggio. Tema dell’incontro, l’Italia “dalle leggi razziali del ’38 alle attuali forme di razzismo e discriminazione”.

Una pagina buia della storia del nostro Paese, vissuta in prima persona da Foa e raccontata agli studenti: dall’umiliazione di un posto all’ultimo banco, per evitare contatti con i non ebrei allo smembramento delle famiglie, dai suicidi degli ufficiali di carriera ebrei che non hanno retto all’onta di dover restituire la propria divisa al rastrellamento degli oltre 1000 abitanti del ghetto di Roma, il sabato del 16 Ottobre del 1943.

“Avevo solo 14 anni, ma ho un ricordo netto dell’eroismo dei napoletani dal 27 al 30 settembre del 1943 – ha detto Foa – un episodio di ribellione contro i tedeschi che ha rappresentato la salvezza non solo dello sparuto gruppo di ebrei residenti lì, ma dell’intera popolazione napoletana. Per anni siamo stati sopraffatti dal dolore – ha aggiunto Foa – e a furia di essere considerato nemico ho sentito il mio Paese nemico. Poi é arrivata la necessità di raccontare, non tanto e non solo per il negazionismo, quanto per chi ancora oggi continua a sostenere che le leggi razziali del 1938 emanate in Italia sono state all’acqua di rose. Senza memoria non si può avere coscienza”.

Nel corso della giornata al Meli anche un ‘Memorial art ensemble‘ formato dagli studenti e diretto dal professore Giuseppe Viola, che ha eseguito musiche ebraiche e romani.

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