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Omicidio di Acqua dei Corsari, la prova del dna incastra Pollicino | Il diciannovenne era stato arrestato insieme a un complice

L’esame del dna estratto dal sangue trovato sull’orologio di Massimo Pandolfo, l’imprenditore trovato morto, col cranio fracassato, il 26 aprile in una discarica di Acqua dei Corsari, alla periferia di Palermo, incastra Giuseppe Pollicino, il 19enne arrestato per il delitto insieme al presunto complice, Giuseppe Managò. Gli accertamenti sul profilo genetico sono stati disposti dai pm Geri Ferrara e Claudio Camilleri. Gli inquirenti stanno valutando la posizione di una terza persona – un minorenne – coinvolto nell’omicidio. Il delitto sarebbe maturato nell’ambiente della prostituzione maschile.

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