Villa Sofia, la commissione Sanità dell’Ars chiede l’azzeramento | Borsellino: “Atto dovuto”. E il commissario si dimette

di Redazione

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Villa Sofia, la commissione Sanità dell’Ars chiede l’azzeramento | Borsellino: “Atto dovuto”. E il commissario si dimette

| giovedì 27 Marzo 2014 - 14:48
Villa Sofia, la commissione Sanità dell’Ars chiede l’azzeramento | Borsellino: “Atto dovuto”. E il commissario si dimette

Si è dimesso Giacomo Sampieri, il commissario straordinario dell’Azienda ospedaliera Villa Sofia Cervello, indagato nell’inchiesta della Procura di Palermo sulla presunta truffa al sistema sanitario per false prestazioni rimborsate. Dimissioni arrivate quasi in contemporanea con la richiesta della Commissione Sanità dell’Ars di un provvedimento di revoca della nomina e l’annuncio dell’assessore alla Salute, Lucia Borsellino, che ha riferito che il documento era già pronto per essere firmato, parlando di un atto dovuto.

Secondo voci di palazzo, il commissario Sampieri ha discusso le sue dimissioni con il presidente della Regione Rosario Crocetta, che avrebbe condiviso la necessità del gesto. Sulla vicenda, al momento, il massimo riserbo delle Istituzioni: gli atti della seconda Commissione sono stati, infatti, secretati.

In assenza del commissario, le funzioni dovrebbero essere affidate al dirigente più anziano, come previsto dall’articolo 20 delle legge di riforma del sistema sanitario approvata nel 2009:  in questo caso il direttore amministrativo Daniela Faraoni. E’ probabile a questo punto che il nuovo vertice di Villa Sofia venga deciso nell’ambito delle nomine dei nuovi manager delle aziende sanitarie, senza cioè passare dalla nomina temporanea di un commissario.

Nella presunta truffa al sistema sanitario al centro dell’inchiesta sull’ospedale Villa Sofia ci sono quattro sanitari indagati: il primario del reparto di chirurgia plastica Matteo Tutino, il commissario straordinario Giacomo Sampieri, il direttore sanitario Maria Concetta Martorana e Damiano Mazzarese, primario della Rianimazione. I reati contestati sono truffa, peculato e abuso d’ufficio.

Gli accertamenti dei Nas, invece, riguardano alcuni interventi di rinoplastica, fatti figurare, secondo gli inquirenti, come interventi di settoplastica che possono essere rimborsati dal sistema sanitario. Gli inquirenti stanno controllando anche le operazioni di liposuzione e la riduzione del seno fatti passare come interventi funzionali.

I commissari dell’Ars, guidati dal presidente della Commissione, Pippo Digiacomo (Pd), hanno stigmatizzato il comportamento dei vertici dell’ospedale e hanno chiesto la nomina immediata di un nuovo manager che possa, una volta insediato, prendere provvedimenti anche per il comportamento del primario di chirurgia plastica, Matteo Tutino. Sulla vicenda la Commissione dell’Ars non ha intenzione di mollare la presa fino a che non sarà fatta luce. La Commissione ha anche preso atto di una situazione finanziaria “precaria” dell’azienda ospedaliera.

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