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Il Siviglia vince l’Europa League | Benfica battuto 4-2 ai calci di rigore

Non è bastata una grande prestazione al Benfica per riuscire a rompere la maledizione di Bela Guttmann. L’Europa League 2013-2014 prende la via di Siviglia e torna in Andalusia per la terza volta. Gli spagnoli vincono 4-2 ai calci di rigore dopo che i tempi regolamentari si sono chiusi sullo 0-0. Decisivi gli errori di Cardozo e Rodrigo.

Benfica e Siviglia danno vita a una finale molto intensa e densa di spunti tecnici e agonistici. le due squadre si danno battaglia dal primo all’ultimo minuto dio gioco, creando occasioni da rete a ma senza riuscire a essere concreti negli ultimi metri.

Inizialmente sono i lusitani a fare la partita, trascinati da un Sulejmani in gran spolvero. Ma l’esterno rimane in campo solo 25 minuti. Deve alzare bandiera bianca a causa di una brutta caduta dopo un contrato con Moreno. Al suo posto entra Almeida e non è di sicuro la stessa cosa, viste le attitudini difensive di quest’ultimo.

Il Siviglia ne approfitta e viene fuori sulle ali della fantasia di Rakitic. Moreno potrebbe aprire le marcature al 37′ con una girata da attaccante ma Oblak si oppone da grande portiere. Nel finale del primo tempo è ancora il Benfica ad avere due ottime chance con Rodrigo.

Nella ripresa l’intensità del match cresce. Azioni a ripetizione da una parte e dall’altra. Al 49′ sono addirittura tre i tiri che il Benfica non riesce a mettere alle spalle di Beto. In uno di questi è addirittura Pareja ad immolarsi e a salvare proprio sulla linea un gol già fatto.

Tantissime le chances lungo tutti i secondi 45 minuti, ma le due porte rimangono inviolate fino al novantesimo. Il Benfica ha molto di più da recriminare rispetto ai suoi avversari, ma l’imprecisione dei lusitani sotto porta è il tipico difetto delle squadre portoghesi. Bravissime nel creare ma tanto carenti nel finalizzare.

Nei supplementari è il Siviglia ad avere l’occasione più nitida di tutta la partita. Al minuto 102 Bacca parte in contropiede riesce a entrare in area ma prova un tiro di esterno che termina di poco a lato. Difficile sbagliare un gol così ma la stanchezza potrebbe avere avuto un ruolo importante.

Ai calci di rigore l’ombra di Bela Guttmann, il tecnico ungherese che nel 1962 lanciò la famigerata maledizione, si fa sempre più pesante e avvolgente. Parte bene Lima, risponde Bacca, ma Cardozo si fa ipnotizzare da Beto tirando malissimo il secondo rigore lusitano.

Gli spagnoli sono infallibili mentre Rodrigo commette lo stesso errore del compagno che l’ha preceduto: rincorsa lentissima e facilmente intuibile. Luisão prova a tenere in partita i suoi ma non è serata. Gameiro segna il definitivo 4-2 e dà il via alla festa spagnola. Ancora dramma per il Benfica: è l’ottava finale europea consecutiva persa. E alla fine della maledizione di Guttmann mancano ancora 48 anni.

Domenico Giardina

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Domenico Giardina
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