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Jihadisti europei nel Califfato, anche dall’Italia | Il reclutamento via web spaventa il mondo

di Alessia Bellomo

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Jihadisti europei nel Califfato, anche dall’Italia | Il reclutamento via web spaventa il mondo

| venerdì 22 Agosto 2014 - 08:05
Jihadisti europei nel Califfato, anche dall’Italia | Il reclutamento via web spaventa il mondo

C’è una ragnatela che da Londra, piano, piano, si è estesa in tutta l’Europa. L’identità del boia che ha decapitato in modo atroce il reporter statunitense James Foley è solo una parte della storia. “John” ha una schiera di soldati con sé, tutti giovani. Tutti colti, intelligenti e indottrinati all’Islam direttamente nella capitale britannica, proprio come lui. A descriverlo è una fonte del Guardian, che adesso scava, come il resto della stampa Uk, nelle indiscrezioni sugli autodefinitisi “Beatles”, la cellula britannica dell’Isis.

In 500 sono partiti da Londra. Ma in 250 sarebbero tornati, dopo aver concluso forse il loro “indottrinamento” per le strada della Siria e dell’Iraq. Prima del campo però, questi giovani terroristi hanno imparato a conoscersi e conoscere i preconcetti dell’Islam più integralista tramite il web. Un mezzo di comunicazione così potente da terrorizzare adesso il mondo intero. Perché questi jihadisti di ultima generazione rientrano in Europa?

Il profilo del jihadista europeo è delineato: maschio, tra i 16 e i 28 anni, musulmano spesso convertito dal forte idealismo. Ma a sorpresa, ci sono anche molte ragazze, quasi il 16% e vengono arruolati anche i cattolici. Tra loro, secondo il quotidiano la Repubblica, ci sono anche dei ragazzi italiani, almeno 40. La “prova” potrebbe essere quel Giuliano Delnovo che da Genova partì per la Siria, dove è morto combattendo con la “Brigata dei difensori e dei migranti”. Il califfato sembra quasi diventare un sogno politico realizzabile: nessuna frontiera, un unico mondo. Il sangue versato inutilmente per inseguire questa crudele chimera però non viene messo in conto dai soldati dell’Isis.

La paura non può essere nascosta. “Questo è il più sofisticato network terroristico che l’America ha affrontato”, ha detto il segretario della difesa Usa Chuck Hagel. E mentre negli States è pronta a scoppiare la granata “riscatto” – c’è chi si chiede perché gli Usa non abbiamo pagato i 100 milioni richiesti dai terroristi per il rilascio di James Foley – in Italia sale la paura per la sorte di Greta e Vanessa, giovanissime cooperanti che per inseguire il sogno di un mondo migliore sono state rapite in Siria.

L’intelligence assicura che la Marzullo e la Ramelli stanno bene. Sarebbero state spostate tre volte, cedute a gruppi diversi. Alla fine però sono state afferrate dalle mani dell’Isis. Il riserbo del governo e di chi prova a trattare per la liberazione delle due ragazze è alto. Soprattutto adesso che Renzi è riuscito a convincere il Parlamento – “scomodato” durante le vacanze estive – a inviare aiuti militari ai curdi.

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