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Lorenzin: “L’Ebola è una tragedia immensa” | L’Italia è pronta ad affrontare un’emergenza

Una ”tragedia immensa che, se non verrà fermata, può rappresentare un pericolo per tutti”. È con queste parole che il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, ha definito oggi l’epidemia di virus Ebola che sta colpendo l’Africa occidentale: un’emergenza per far fronte alla quale, ha avvertito, è necessaria un’azione internazionale coordinata, anche se va detto che i sistemi di allerta, e in primis quello messo in campo dall’Italia, stanno funzionando.

Proprio per fare il punto sul diffondersi del virus, nelle prossime settimane si terranno una serie di incontri internazionali, mentre la situazione non migliora in Africa dove oggi un nuovo caso è stato annunciato in Nigeria. La priorità, ha rilevato Lorenzin intervenendo su Sky, è ”intervenire in Africa ed è necessario che ci sia una presa di posizione” a livello globale. Per questo, sono in calendario alcuni importanti appuntamenti: ”il 26 settembre – ha annunciato il ministro – sarò negli Stati Uniti per il G7+1 che si terrà a Washington, ed Europa e Stati Uniti si confronteranno sulle posizioni di emergenza sanitaria”.

La questione Ebola sarà anche affrontata il 15 settembre nella riunione regionale dell’Organizzazione mondiale della sanità ed il 22 settembre nella riunione informale dei ministri della Salute europei che si terrà a Milano proprio con l’obiettivo di coordinare gli interventi. L’epidemia in Africa, infatti, si espande ”perchè mancano interventi coordinati di igiene pubblica in loco e proprio nel Consiglio europeo di ieri – ha ricordato Lorenzin – si è deciso di prevedere nelle conclusioni del semestre italiano delle misure di coordinamento europeo”.

L’Italia è comunque pronta ad affrontare eventuali emergenze: ”Abbiamo un sistema di allerta e organizzazione riconosciuto tra i migliori al mondo e come Paese siamo assolutamente in grado di reggere il contesto”, ha detto il ministro, ricordando che l’Istituto Spallanzani di Roma è ora presente in Africa e la nostra aeronautica militare ”è attrezzata”. Quindi, una rassicurazione: ”Ebola è una malattia orrenda ma che non si trasmette facilmente. Il sistema di allerta del Paese è attivato e abbiamo azioni di vigilanza in porti e aeroporti. I cittadini che viaggiano all’estero devono solo avere le normali accortezze che sono previste dai protocolli internazionali”. E l’Italia è in prima linea anche sul fronte della ricerca: il governatore del Lazio, Nicola Zingaretti, si è detto infatti ”orgoglioso” che il siero anti-ebola in sperimentazione provenga e sia prodotto dai laboratori della IRBM Science Park di Pomezia.

Se l’Occidente si prepara, l’Africa continua tuttavia a registrare l’avanzata del virus che, ad oggi, ha fatto oltre 1.500 vittime: oggi un nuovo caso è stato confermato dalle autorità nigeriane. Si tratta della vedova di un medico morto venerdì scorso a causa del virus nella città di Port Harcourt, risultata positiva alla malattia. Il medico è la sesta vittima di Ebola in Nigeria e la prima fuori dalla capitale Lagos, il che fa temere un’estensione della febbre emorragica. Circa 200 persone che hanno potuto avere contatti con i malati sono stati messi sotto sorveglianza a Port Harcourt ed un’altra sessantina di persone è ricercata. Su 15 casi totali di Ebola in Nigeria, sette persone sono tuttavia guarite. Proprio tra gli operatori sanitari, in particolare medici e infermieri, i casi di contagio sono in aumento: oltre 240, secondo gli ultimi dati dell’Oms, gli operatori infettati e 120 i morti.

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Si24 è un quotidiano online di cronaca, analisi, opinione e approfondimento, fondato nel 2013 e con sede a Palermo. Il direttore responsabile ed editore è Maria Pia Ferlazzo.

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