Bce a Napoli, Draghi: “Servono le riforme” /FOTO| Scontri tra polizia e “Block Bce” /VIDEO

di Redazione

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Bce a Napoli, Draghi: “Servono le riforme” /FOTO| Scontri tra polizia e “Block Bce” /VIDEO

| giovedì 02 Ottobre 2014 - 08:18
Bce a Napoli, Draghi: “Servono le riforme” <u><b><font color=”#343A90”>/FOTO</font></u></b>| Scontri tra polizia e “Block Bce” <u><b><font color=”#343A90”>/VIDEO</font></u></b>

Summit della Banca centrale europea a Napoli. Il presidente Mario Draghi guida il direttivo e pensa alla presentazione di nuovi interventi incisivi per il rilancio dell’economia nell’Eurozona. Ma mentre i vertici dell’economia europea sono riuniti nella Sala degli Ercoli di Palazzo Reale, nelle strade del capoluogo campano si scatena l’inferno.

Il corteo Block Bce, almeno quattromila manifestanti che marciano al grido di “i black bloc siamo noi, siamo noi che paghiamo la crisi”, hanno sfilato fino al luogo in cui si sta svolgendo il direttivo, tra i negozi con le saracinesche chiuse ma con i titolari pronti ad applaudire al passaggio. La tensione, altissima, ha portato anche ad alcuni scontri tra manifestanti e forze dell’ordine.

A pochi metri dal termine consentito del corteo contro il vertice della Bce, il gruppo di testa ha indossato dei caschi e molti hanno il volto coperto. Un imponente spiegamento di sicurezza delle forze dell’ordine circonda il Museo e il Parco di Capodimonte. Per bloccare le frange più violente, che hanno anche lanciato alcuni fumogeni, sono stati attivati gli idranti della polizia. Ma la pioggia che ha preso incessante a battere sulla città ha disperso i manifestanti.

Una doppia sfida quella che Draghi e il board della Bce devono affrontare nell’Eurozona: la domanda è troppo bassa e il potenziale di crescita è insufficiente. Il compito della Bce è di riportare l’inflazione vicino al 2%. Ma la politica monetaria da sola non basterà. “A questo punto del ciclo, la chiave sono investimenti più alti”, spiega Draghi. “Servono le riforme strutturali”, aggiunge. Il tema è soprattutto quello della fiducia, che serve a tutta l’Eurozona, insieme alla crescita e alla sostenibilità del debito, “e forse specialmente” in Italia.

Il consiglio direttivo della Bce ha deciso di lasciare invariato il tasso principale allo 0,05%. La decisione è in linea con le attese del mercato. Confermato il tasso sui depositi a -0,2% e quello marginale allo 0,3%.

E “l’effetto Draghi” ha pesato sulla Borsa. Milano crolla a picco in un mercato deluso che si attendeva toni più decisi dal presidente della Bce su Abs e quantitative easing. A fine contrattazioni il Ftse Mib segna un -3,92% 19.894 punti, mentre il Ftse All Share perde il 3,76% a 21.037 punti.

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