Napolitano si dimette, supplenza a Grasso | Parte la successione al Colle /VIDEO

di Redazione

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Napolitano si dimette, supplenza a Grasso | Parte la successione al Colle /VIDEO

| mercoledì 14 Gennaio 2015 - 10:23
Napolitano si dimette, supplenza a Grasso | Parte la successione al Colle <u><b><font color=”#343A90”>/VIDEO</font></u></b>

Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha firmato le dimissioni ieri alle 10.35. Dopo nove anni ha lasciato il Quirinale. È stato il suo ultimo giorno da Capo dello Stato, adesso tornerà senatore a vita. Ieri si è congedato con una lettera stringata in cui comunica le sue dimissioni alle Camere. Le dimissioni sono state così recapitate dal segretario generale del Quirinale Donato Marra ai presidenti delle Camere e al presidente del Consiglio. Il presidente del Senato Pietro Grasso ha già cominciato a svolgere le funzioni di supplenza in attesa del nuovo inquilino del Quirinale. La funzione di presidenza del Senato è stata assolta dalla vicepresidente Valeria Fedeli. “Grazie per il servizio reso al Paese”, ha detto il Presidente della Camera Laura Boldrini dopo aver letto la lettere dell’ex Capo dello Stato.

Dopo aver ricevuto gli onori militari al Colle, l’ex presidente della Repubblica si è spostato con la moglie Clio nella sua abitazione di via dei Serpenti nel rione Monti dove i residenti del quartiere hanno organizzato una festa di bentornato.

La prima votazione per la nomina del successore di Napolitano potrebbe svolgersi già il 29 gennaio. Nei primi tre scrutini è richiesta la maggioranza dei due terzi dell’Assemblea (pari a 672 voti) mentre dal quarto si scende a 505, ovvero la maggioranza assoluta. Matteo Renzi vuole cercare ” una grande condivisione” sul nome del futuro presidente della Repubblica a partire dalla Direzione del Pd di venerdì prossimo. “Dopo aver individuato un profilo dentro il Pd, lo proporremo agli alleati e a tutti coloro che vorranno sostenerlo”. A chi le chiedeva se per l’elezione del prossimo presidente della Repubblica fossero previsti incontri con Silvio Berlusconi, il vicesegretario del Pd Deborah Serracchiani ha detto: “Faremo incontri con tutte le forze politiche. L’obiettivo del Pd è arrivare all’elezione del futuro presidente della Repubblica in tempi ragionevoli, al quarto o quinto scrutinio”.

A Renzi ha replicato il ministro dell’Interno, Angelino Alfano: “Rispetto i grandi elettori del Pd, ma la scelta del nuovo presidente della Repubblica non può coincidere con le primarie del Pd. Il nuovo presidente deve rappresentare tutti gli italiani ed è preferibile che abbia una sensibilità cattolica: in questo momento storico è giusto riproporre un cattolico”.

Napolitano avrà a disposizione lo studio che fu di Oscar Luigi Scalfaro che si trova accanto a quello di Carlo Azeglio Ciampi, al quarto piano di palazzo Giustiniani, alle spalle di palazzo Madama. Il presidente dimissionario potrebbe già esordire tra i banchi del Senato quando cominceranno le votazioni in aula per la legge elettorale. Una delle riforme, quella dell’Italicum, che il Presidente sollecitò proprio nel suo discorso di insediamento nell’aprile del 2013 quando esortò tutte le forze politiche a procedere con quanto doveva essere fatto. Napolitano potrà anche partecipare al voto per l’elezione del suo successore.

Il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, durante il discorso di chiusura del semestre europeo ha reso omaggio al Capo dello Stato uscente: “Un grande Presidente, un grande parlamentare europeo, che continuerà a far sentire la sua voce. Sarà un grande servitore del Paese anche come senatore a vita», ha detto il premier.

 

Del resto, lo stesso Napolitano, nel suo messaggio di fine anno, aveva fatto capire che non sarebbe stato nell’ombra e che non smetterà di fare politica: “Ciascuno faccia la sua parte al meglio. Io stesso ci proverò, nei limiti delle mie forze e dei miei nuovi doveri, una volta concluso il mio servizio alla Presidenza della Repubblica”. Già domani comunicherà le sue scelte a Palazzo Madama: probabilmente si iscriverà al gruppo misto, molto probabilmente alla commissione Esteri anche se c’è l’alternativa della Affari costituzionali.

 

 

 

 

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