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Diabete, un tatuaggio per misurare la glicemia

Non sarà più necessaria la classica “punturina” al dito per misurare i livelli di glucosio nel sangue, bensì basterà applicare una sorta di tatuaggio temporaneo: l’invenzione è stata realizzata dai ricercatori dell’Università di San Diego, i quali sono riusciti a creare un dispositivo leggerissimo ed estremamente sottile, che permetterà di tenere sotto controllo i livelli di glicemia.

L’apparecchio, il cui funzionamento è stato descritto sulla rivista Analytical Chemistry, è stato creato per misurare la glicemia in maniera non invasiva, dunque senza bucare la pelle o prelevare sangue: il sensore aderisce all’epidermide, e grazie a un sistema di elettrodi incrociati, genera una corrente impercettibile che attrae a sé gli ioni di sodio presenti nel fluido tra una cellula e l’altra, che sono i responsabili del trasporto di glucosio.

Dai primi test preliminari effettuati su sette pazienti, il dispositivo è risultato in grado di determinare con precisione i livelli di glucosio: la “vita” del tatuaggio attualmente è però di sole 24 ore, ma i ricercatori si ritengono convinti che il dispositivo potrebbe essere utilizzato concretamente in futuro per la gestione del diabete e per altre condizioni correlate, come le malattie renali.

Il costo di produzione dell’apparecchio è di pochi centesimi e dunque accessibile a tutti: altro obiettivo dei ricercatori è quello di riuscire a far dialogare il tatuaggio con apparecchi esterni, che permettano di inviare i risultati delle analisi direttamente al medico.

Francesco Reina

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Francesco Reina
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