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Buona scuola, votati tutti gli articoli /LIVE | Studenti e insegnanti in piazza a protestare

Appuntamento finale, salvo sorprese imprevedibili, alla Camera per l’approvazione del disegno di legge sulla Buona scuola. In mattinata i deputati hanno completato l’esame e l’approvazione di tutti gli articoli e, dopo le dichiarazioni di voto, è atteso il voto finale sul provvedimento, che si sposterà poi a Palazzo Madama.

E mentre la Camera prosegue i lavori, piazza Montecitorio è gremita di insegnanti che protestano. Sventolano le bandiere dei sindacati, ma sono tanti anche i docenti arrivati spontaneamente davanti al Parlamento per esprimere il loro dissenso su un provvedimento che non condividono.

L’Autorità di garanzia per gli scioperi, intanto, ha ricevuto, da parte delle sigle sindacali Unicobas, Cobas e Usb, le proclamazioni di due giorni di sciopero, da effettuarsi successivamente alla chiusura delle scuole, ma hanno esplicitamente escluso ogni forma di blocco degli scrutini per i cicli terminali del percorso scolastico.

Ieri, mentre in piazza Cgil, Cisl, Uil, Snals Confsal e Gilda, insieme ai Cobas, protestavano come oggi contro la riforma targata Renzi, Montecitorio votava a tambur battente i passaggi più importanti del provvedimento.

Uno dei provvedimenti più significativo è quello previsto dall’articolo 10, che prevede uno piano straordinario di assunzioni a tempo indeterminato di 100.000 precari a partire dal primo settembre prossimo. I voti a favore sono stati 263 (i gruppi di maggioranza), i no 122 (M5s e Fi, Lega e Fdi), 25 gli astenuti (Sel). Il piano riguarda i vincitori del concorso del 2012 e gli iscritti nelle graduatorie ad esaurimento, che per il prossimo anno scolastico avranno un incarico annuale. Il numero delle assunzioni (che riguardano solo la scuola primaria e secondaria), deve essere determinato dal Ministero entro 15 giorni dalla data di entrata in vigore della legge, sulla base delle indicazioni dei Dirigenti scolastici. Per il personale docente della scuola dell’infanzia e primaria continua invece ad applicarsi, fino a totale scorrimento delle relative graduatorie ad esaurimento, la disposizione secondo cui l’accesso ha luogo per il 50% mediante concorsi per titoli ed esami e per il restante 50% attingendo a queste graduatorie citate. A questi concorsi potranno accedere solo i candidati in possesso di abilitazione all’insegnamento. Il numero degli idonei non vincitori del concorso non potrà superare il 10% del numero dei posti banditi e le graduatorie avranno validità al massimo triennale. In base agli emendamenti approvati in commissione e poi in aula, tutti i vincitori del concorso del 2012 che non rientreranno nel piano straordinario di quest’anno, lo saranno comunque negli anni successivi.Ieri è stato approvato l’articolo sul ruolo del preside e sull’assorbimento dei prof che hanno vinto il concorso nel 2012.

In mattinata la Camera aveva approvato, tra l’altro, l’articolo 12, che prevede la concessione dei 500 euro annui per i docenti ai fini della formazione e dell’aggiornamento; il 13, che stanzia i 200 milioni per valutare e premiare il merito degli stessi docenti; il 14, che limita la durata dei contratti a termine; il 15, che disciplina il distacco del personale presso altre amministrazioni pubbliche.

Via libera poi all’articolo 18, che prevede un credito di imposta per chi, impresa o singola persona fisica, decide di destinare contributi agli istituti scolastici, il cosiddetto “school bonus“. La norma, passata dopo un dibattito a tratti acceso, ha ottenuto il sì anche di Forza Italia, mentre Stefano Fassina, del Pd, ha votato contro. No anche da Sel e Movimento 5 Stelle, che hanno contestato la possibilità che con questa norma sostanzialmente si sostengano le scuole private.

Approvato, in serata l’articolo 11, che prevede un periodo di prova di un anno per i circa 100.000 precari che verranno assunti in base alla stessa legge. Dopo il periodo di prova otterranno l’effettiva immissione in ruolo. Il periodo di prova consiste nello svolgimento del servizio di almeno 180 giorni, dei quali almeno 120 per le attività didattiche. La valutazione è affidata al dirigente scolastico, dopo aver sentito il Comitato per la valutazione dei docenti. Questo è costituito da dirigente scolastico; da due docenti della scuola stessa; da due genitori nelle scuole primarie e alle medie o da un genitore e da uno studente, alle superiori.

Stralciata, invece, la norma che prevede la possibilità di devolvere il 5 per mille alle scuole, mettendo a rischio i finanziamenti al terzo settore. “L’esecutivo condivide le riflessioni del relatore che hanno portato a esprimere questo parere”, ha detto in aula Giannini. “Non si intende accantonare e abbandonare – ha aggiunto il ministro – l’idea che questo articolo contiene e che ha un contenuto molto innovativo. Il Governo si impegna comunque, ritenendo comunque valida la bontà dell’articolo 17 del ddl (Cinque per mille) una volta trovati fondi diversi, non derivanti dall’ambito dell’istruzione, a un successivo provvedimento”.

 

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Si24 è un quotidiano online di cronaca, analisi, opinione e approfondimento, fondato nel 2013 e con sede a Palermo. Il direttore responsabile ed editore è Maria Pia Ferlazzo.

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