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Renzi, timida apertura alla minoranza PD | “Non chiedo disciplina, ma responsabilità”

di Redazione

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Renzi, timida apertura alla minoranza PD | “Non chiedo disciplina, ma responsabilità”

| mercoledì 09 Settembre 2015 - 10:16
Renzi, timida apertura alla minoranza PD | “Non chiedo disciplina, ma responsabilità”

“Ancora qualche giorno per cercare l’accordo”, poi il ddl Boschi sarà sottoposto all’approvazione delle camere. Così Matteo Renzi ha spronato l’assemblea dei senatori PD a pochi giorni da un vero e proprio tour de force per il governo. Sul tavolo le riforme, su tutte quella del Senato.

“Sul profilo tecnico-parlamentare se si mette in discussione l’approvazione in copia conforme dell’articolo 2 della riforma (non eleggibilità dei futuri senatori, ndr) si rimette in discussione tutto: rischia di valere anche su altro. Nessuno di noi invoca disciplina di partito: non c’è sulla Costituzione. Ma c’è una responsabilità davanti agli elettori“.

Approvare il ddl Boschi in tempo per consentire anche alla legge sulle unioni civili di essere approvata prima del 15 ottobre, in parallelo alla presentazione della legge di stabilità. “Nessun dramma, no al muro contro muro“, ha detto il premier che punta al superamento del bicameralismo perfetto che dura “da 70 anni”.

“Non vogliamo i toni profondamente esasperati di questi giorni. Non diciamo prendere o lasciare ma proprio perché è la Costituzione, non hanno senso barricate. La disponibilità del governo e della segreteria è dimostrata dai 134 emendamenti approvati, 62 al Senato e 72 alla Camera”.

Insomma, non è il caso di allarmarsi: “Si può dire tutto meno che sia un atto di forzatura e in pericolo la democrazia. Non abbiamo invocato la disciplina sulla scuola e il Jobs act figuriamoci se lo facciamo sulla Costituzione”, ha risposto Renzi alle accuse mosse da Pier Luigi Bersani sull’assenza di dialogo.

I senatori di Forza Italia intanto hanno confermato il loro “no” alla riforma puntando forte sul fatto che Renzi non ha i numeri per farla passare. Il governo avrebbe 183 senatori, da cui sottrarre i 28 della minoranza ai quali vanno sommati i mal di pancia dentro l’Ncd.

Renzi ha poi annunciato anche una manovra da “circa 25 miliardi”. La volontà è “di utilizzare al meglio gli spazi che derivano sia dalla revisione della spesa che dalla maggiore crescita e dalla flessibilità”. Nei piani del governo si prevedono risparmi per 10 miliardi nel 2016, mentre circa 6 arrivano dalla flessibilità già concessa dalla Ue.

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