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Aereo sul Sinai, nuova rivendicazione dell’Isis | Media egiziani: “È esploso un motore”

L’Isis ha rivendicato nuovamente l’abbattimento dell’Airbus russo precipitato il 31 ottobre nel Sinai. “Non siamo obbligati a svelarvi il modo in cui abbiamo abbattuto l’aereo, ma ve lo diremo solo quando e come vorremo noi”, affermano gli jihadisti in un messaggio audio sul web, del quale però non è possibile verificare l’autenticità.

E aggiungono: “Controllate le scatole nere e provate a confermare che non è stato abbattuto, se ci riuscite”.

Gli estremisti si rivolgono al presidente russo Vladimir Putin, definendolo “maiale”, che questo è solo l’inizio della vendetta per i raid in Siria.

Nel giorno del disatro aereo l’Isis aveva rivendicato la tragedia con un comunicato e con un video in cui sosteneva di aver abbattuto l’aereo “in risposta alle incursioni dei jet russi che hanno ucciso centinaia di musulmani in terra siriana”.

Il video, apparso su internet, sarebbe stato un falso secondo quanto sostenuto due giorni dopo da fonti ufficiali della Kogalymavia, la compagnia a cui apparteneva l’aereo precipitato.

Il portale egiziano Al-Masry Al-Youm riporta che l’airbus russo schiantatosi il 31 ottobre nella penisola egiziana del Sinai sarebbe precipitato in seguito all’esplosione di uno dei due motori.  Non è ancora chiaro però se a causare la deflagrazione sia stata una bomba o un guasto. Il bilancio dell’incidente è di 224 vittime.

Intanto la Gran Bretagna ha deciso di sospendere tutti i suoi voli sul Sinai. Ad annunciarlo è stato Downing Street in linea con i sospetti che a provocare lo schianto dell’Airbus russo sia stato un attentato.

(Foto da Twitter)

Redazione

Si24 è un quotidiano online di cronaca, analisi, opinione e approfondimento, fondato nel 2013 e con sede a Palermo. Il direttore responsabile ed editore è Maria Pia Ferlazzo.

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