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Ventisei anni di reclusione. È la richiesta di pena avanzata dal pm Marcello Musso per Alexander Boettcher,  imputato per una serie di aggressioni con l’acido e già condannato a 14 anni per aver sfigurato, assieme alla compagna Martina Levato, il 25enne Pietro Barbini.

Per il pm l’episodio più grave è l’aggressione a Stefano Savi che ha causato alla vittima “l’indebolimento permanente della vista, dell’olfatto e del tatto”. Solo per questo solo episodio, la richiesta è di 21 anni di reclusione.

Stefano Savi, secondo la ricostruzione della Procura, fu infatti sfregiato per uno scambio di persona. Boettcher e Levato lo avrebbero infatti confuso con Giuliano Carparelli, poi a sua volta aggredito. La richiesta di pena riguarda anche questo agguato, a cui la vittima riuscì peró a sottrarsi. Il pm chiede siano contestati anche i reati di rapina (del cellulare della vittima) e furto (delle targhe poi montate sulle auto usate nell’agguato). Complessivamente, per l’aggressione a Carparelli la richiesta è di 5 anni di reclusione.

Il pm lo ritiene un “sadico che si crede onnipotente”. “Dal processo – afferma – emerge la personalita’ di Boetcher che non è espressione della classe aristocratica tedesca, ma è un giovane rampollo di famiglia ricca, un perditempo e figlio di papà che fa il mantenuto e si atteggia a Dio. Lui stesso dice di essere un dio e cosi’ si atteggia con le donne con le quali ha a che fare”.

“L’opinione pubblica è assillata da questo processo” perchè “la sua percezione e quella degli inquirenti” è quella del “male – continua Musso – quello del Vangelo, esiste e nella rappresentazione del Vangelo, Savi viene colpito dal male”.