Antonio Conte

Giorno di annunci e spiegazioni a Coverciano, durante il raduno della nazionale italiana di calcio, in vista dei prossimi impegni contro Spagna e Germania. Antonio Conte, prossimo allenatore del Chelsea, attualmente c.t. dell’Italia, ha provato a fare chiarezza in conferenza stampa, svelando i retroscena della sua scelta e ribadendo la volontà di scrivere la storia della maglia azzurra.

L’addio, una scelta dolorosa: “Mi era stata chiesta giustamente correttezza sotto tutti i punti di vista e chiarezza sulla mia posizione prima degli Europei, visto che il contratto sarebbe scaduto automaticamente. Mi sembra di averci pensato bene e ponderato la decisione. Ho comunicato la decisione a lui in maniera molto serena, parlandogli un po’ del fatto che avevo deciso così”.

Guidare la nazionale è come un sogno che si avvera: “Mi sento con tanta voglia di lavorare, mi eccita il fatto che abbiamo un appuntamento importantissimo a giugno per il quale abbiamo lavorato due anni. Sono bello carico e pronto a lavorare sotto tutti i punti di vista. Ribadisco che sono esperienze che possono capitare una sola volta nella vita. Per me è un grandissimo orgoglio essere qui, sento responsabilità ed è inevitabile”.

La volontà di allenare un club, però, è più forte di tutto: “Dopo la qualificazione agli Europei, mi ero riempito di soddisfazione nel vedere un gruppo che faceva quello che chiedevo. In quel periodo ho valutato se c’era la possibilità di proseguire, però dopo sono passati altri quattro mesi ed è stata molto dura. Stare quattro mesi senza lavorare e pensare ad altri due anni così… ho avvertito una difficoltà da questo punto di vista. Bisogna capire dove si è felici, so che farei molta fatica a stare in garage”.

Prima convocazione per Bernardeschi (Vedi tutta la lista dei convocati): “E’ qui perché è una voce che arriva dal campionato, come Jorginho. C’erano anche altre voci, ma non potevo arrivare a 40 giocatori. E’ qui per merito, non c’è nessun premio perché non c’è tempo per perdere del tempo. Voglio tastarlo e capire se può essere già utile per il presente, sicuramente sarà utile nel futuro alla Nazionale“.