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C’è anche un ex responsabile dell’ufficio tecnico del comune di Casapulla (Ce) tra i 4 indagati finiti in manette con l’accusa di “turbata libertà degli incanti“.

I carabinieri di Santa Maria Capua Vetere hanno eseguito l’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari, emessa dal gip di Napoli, su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia.

In manette: Carlo Antonio Piccirillo, dirigente degli Uffici Tecnici dei Comuni di Portico e Casapulla, già arrestato nell’ambito della prima operazione dei 69 arresti; l’imprenditore di Casapesenna Raffaele Piccolo, appartenente ad una famiglia già implicata in altre vicende di camorra;  il 54enne di Pastorano Raffaele Testa e il 37enne di Cancello e Arnone Andrea D’Aniello. Sono indagati a piede libero, inoltre, Sergio D’Aniello ed Ernesto Sorvillo. 

È stato svelato un sistema di appalti “gestiti su misura” per una cordata “amica” che pagava mazzette ai componenti delle commissioni che avrebbero dovuto garantire, invece, l’imparzialità di giudizio. Secondo l’accusa, sostenuta dalla Dda di Napoli, i quattro avrebbero “cucito” su misura un appalto concesso ad un imprenditore segnalato.