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Manovra, pronta la lettera all’Ue: Pil e deficit non si toccano

Un vertice tra Conte e i due vicepremier Salvini e Di Maio, il Cdm e poi l’accordo sulla lettera di risposta a Bruxelles: i “pilastri” della manovra, in sostanza, non verranno intaccati. Ma se da un lato il Governo ha blindato deficit e crescita (rispettivamente al 2,4% e 1,5%), dall’altro ha previsto clausole salva deficit rafforzate e un piano di dismissione da 18 miliardi. Nel Draft budgetary, oltre alla quota 100 che dovrebbe partire subito, è confermata la destinazione dello 0,2% degli investimenti all’idrogeologico”. “Nessun arretramento di fronte a Bruxelles, il governo spiega le sue ragioni ma va avanti per la sua strada”, assicura quindi la Lega. 

La risposta del governo all’Unione europea sulla legge di bilancio è “di attacco e non di difesa”, spiegano fonti governative della Lega. Codice degli appalti, investimenti, misure contro il dissesto idrogeologico e misure a favore della sburocratizzazione sono alcune delle riforme che il governo assicura di voler portare a termine e che avrebbe messo per iscritto nella lettera all’Ue, secondo fonti della Lega al termine del Consiglio dei ministri.

Manovra, pronta la lettera di risposta all’Ue

Luigi Di Maio commentato così, al termine del Cdm, la risposta all’Ue sulla manovra: “Per quanto ci riguarda non cambia né nei saldi né nella previsione della crescita, perché è nostra convinzione che questa manovra è quello che serve al Paese per ripartire. Questo Paese è fermo nella crescita perché è l’ultimo governo ha fatto una manovra di bilancio a saldo zero in cui non ha investito un solo euro per le imprese e i cittadini. Ovviamente nella lettera a Bruxelles abbiamo detto che aumentiamo la valorizzazione e delle dismissioni dei nostri immobili: potremo fare più soldi dai tagli e dalla dismissione di quello che non serve degli immobili di proprietà dello Stato. Abbiamo detto che il nostro obiettivo è mantenere il 2,4% e ci impegniamo a mantenerlo”.

“La notizia che devo dare agli italiani – prosegue Di Maio – è che il reddito e la pensione di cittadinanza, il superamento della Fornero con quota 100, le misure per i risparmiatori truffati che rimborseremo sono provvedimenti che non cambiano: vanno avanti e creeranno un 2019 del cambiamento. Nel programma di dismissioni non ci sono i gioielli di famiglia: stiamo parlando di immobili e beni dello Stato di secondaria importanza. Sicuramente la dismissione avrà un effetto sul debito. È quantificato nella lettera che sarà inviata a Bruxelles, spiega Di Maio”.

Per le spese “per contrastare il dissesto idrogeologico e per la manutenzione straordinaria della rete viaria e di collegamenti, il governo chiede l’applicazione della flessibilità per eventi eccezionali”. Lo scrive Giovanni Tria nella lettera spiegando che “per il prossimo triennio” le spese eccezionali saranno “pari a circa lo 0,2% del Pil”, circa 3,6 miliardi, a seguito dei danni del maltempo e “per il solo 2019” un miliardo sarà dedicato alla rete viaria dopo il crollo del ponte Morandi a Genova. 

Deficit e Pil non si toccano

Per quanto riguarda eventuali clausole di salvaguardia “il nostro obiettivo è il 2,4% di deficit perché crediamo nella crescita all’1,5%”. “Non abbiamo aggiunto niente a quello che già leggete nella manovra di bilancio perché non ci sono novità legislative ma c’è l’impegno a mantenere quelli che sono i saldi indicati, quindi non facciamo i furbi sul deficit ma allo stesso tempo manteniamo gli impegni con gli italiani con i tagli agli sprechi e alla misura militare inutile ma anche le misure sociali”.

“L’Italia è un Paese fondatore dell’Ue e ha deciso con gli altri le regole”, aveva detto la cancelliera tedesca Angela Merkel, rispondendo in plenaria a Stasburgo alle domande degli eurodeputati. Secondo Merkel sulla questione della legge di bilancio italiana “è importante giungere a una soluzione ed è importante che lo si faccia nel dialogo con la Commissione europea. Lo ha detto anche il premier Conte”.

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Si24 è un quotidiano online di cronaca, analisi, opinione e approfondimento, fondato nel 2013 e con sede a Palermo. Il direttore responsabile ed editore è Maria Pia Ferlazzo.

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