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Flat tax, Salvini rilancia e contesta i numeri del Mef ma Di Maio frena

di Redazione

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Flat tax, Salvini rilancia e contesta i numeri del Mef ma Di Maio frena

| lunedì 18 Marzo 2019 - 08:05
Flat tax, Salvini rilancia e contesta i numeri del Mef ma Di Maio frena

Matteo Salvini rilancia e torna ad insistere sulla Flat Tax: “Non abbiamo smesso di lavorarci giorno e notte – dice -, nel 2019 ci sarà una flat tax per i lavoratori dipendenti“. Mentre il leader della Lega intende estendere la misura anche alle famiglie, il Movimento 5 Stelle frena. “Non facciamo promesse alla Berlusconi”, ammonisce Luigi Di Maio.

Flat Tax, Tria: “Non c’è alcuna stima del Mef”

“Non c’è alcuna stima fatta su una riforma che né io né il Mef abbiamo mai ricevuto, non c’è alcuna stima del Mef sulle riforme in discussione“. Lo ha detto il ministro dell’Economia, Giovanni Tria, parlando della flat tax. “Proposte specifiche non sono arrivate all’analisi del Mef – ha aggiunto entrando all’Agenzia delle Entrate -. La flat tax è allo studio da luglio su varie possibili ipotesi, quindi non c’è nulla di nuovo“.

Flat tax, Salvini rilancia mentre Di Maio frena

Sulla flat tax sono stati fatti “numeri strampalati, 50-60 miliardi di euro, non siamo al Superenalotto. Per la prima fase bastano tra i 12 e i 15 miliardi di euro per un abbattimento fiscale a tante persone”, ha detto a Rtl il ministro dell’Interno Matteo Salvini.

“L’ultima cosa da fare – ha aggiunto – è aumentare le tasse, anche se lo chiede l’Europa. Sulle clausole di salvaguardia una riflessione va fatta, noi non abbiamo nessuna intenzione di aumentare l’Iva. Stiamo facendo tutti i conti, siamo convinti che se abbassi le tasse, dal secondo anno lo Stato incassa di più“.

La proposta di Salvini, rilanciata a ridosso delle elezioni Europee, riguarderebbe una doppia aliquota sul reddito familiare, con deduzioni progressive per ogni componente a seconda della soglia di reddito annuale. Sul provvedimento, però, servirà un lavoro lungo e dall’esito incerto.

Non penso che al Governo ci siano coglioni. Con i Cinquestelle stiamo lavorando bene, è chiaro che a livello locale c’è una tradizione di buon governo di centrodestra, ma a livello generale non ho nostalgie del passato. L’accordo di Governo l’ho firmato per 5 anni e io da lì non mi sposto”, ha sottolineato Matteo Salvini.

In base ad una simulazione del Mef dello scorso febbraio la flat tax familiare, ideata dal sottosegretario leghista Armando Siri, avrebbe un costo da 59,3 miliardi, cifra di fatto insostenibile. Secondo lo studio messo a punto dal ministero dell’Economia e datato 8 febbraio 2019 secondo il quale la flat tax applicata alle famiglie costerebbe praticamente quanto tre manovre economiche.

La Lega confuta lo studio del Mef in quanto antecedente all’elaborazione della Flat tax-Fase II, rivolta a tutte le famiglie fino a 50mila euro di reddito. Proposta che, sottolinea Armando Siri, incide per “10-12 miliardi”.

La Flat tax non convince sia alleati che opposizioni

Il leader del M5S, Luigi Di Maio, apre con prudenza sulla proposta. “Sono fiducioso che sulla Flat tax familiare troveremo una soluzione ma l’importante è non fare facili promesse alla Berlusconi”, avverte il vicepremier. Fdi intanto rilancia la “sua” Flat tax come “unica proposta realistica”.

Il ministro per il Sud, Barbara Lezzi, frena Salvini: “La misura costa 60 miliardi e il nostro Paese non se li può permettere, è una promessa che non si può mantenere“, ha detto. “Per la Lega non si tratta di 60 miliardi, per il ministero dell’Economia e delle Finanze invece sì, e non credo che il Mef si sbagli”, ha aggiunto. Per il M5s, ha sottolineato la Lezzi, bisogna invece “ripartire dall’abbassamento del cuneo fiscale perché c’è bisogno di lavoro e di sostenere le imprese per rilanciare l’economia”

Anche l’opposizione storce il naso sulla proposta di Salvini.  “La Flat tax è una bufala senza spazi fiscali per sostenerla, l’hanno subito fatto capire a Salvini. L’insofferenza viene dagli imprenditori del Nord che hanno capito la mutazione genetica della Lega, che per prendere voti in tutta Italia paralizza il Paese”. Lo ha detto il segretario del Pd Nicola Zingaretti a Circo Massimo su Radio Capital. “Serve la progressività delle imposte, non l’illusione che se i ricchi hanno più soldi spendono di più – ha aggiunto -. Queste sono le teorie di Paperon de Paperoni, non di Paperino e Qui Quo Qua”

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