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Brexit, l’Ue concede la proroga ma solo con l’accordo sul divorzio

di Redazione

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Brexit, l’Ue concede la proroga ma solo con l’accordo sul divorzio

| venerdì 22 Marzo 2019 - 07:38
Brexit, l’Ue concede la proroga ma solo con l’accordo sul divorzio

Si allungano i tempi per la Brexit. Bruxelles concede una proroga al 22 maggio per l’uscita del Regno Unito dall’Europa, condizionata dal voto positivo di Westminster sull’accordo di divorzio. È quanto prevede l’accordo dei 27 leader raggiunto al vertice di Bruxelles.

In caso di bocciatura Londra dovrà indicare entro il 12 aprile come intende comportarsi con il voto delle Europee.

Brexit, l’Ue concede la proroga ma solo con l’accordo sul divorzio

“Londra avrà ancora la possibilità di un accordo, di una Brexit senza intesa, di una lunga estensione, o di revocare l’uscita”, ha detto in conferenza stampa il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk. La premier britannica Theresa May ha accettato gli scenari di estensione proposti dai 27 leader Ue. Tusk ha poi sottolineato che l’accordo è stato raggiunto all’unanimità, e ha spiegato che fino al 12 aprile restano aperti tutti gli scenari.

Bruxelles ha fatto “tutto il possibile” rassicurando più volte la Gran Bretagna sul backstop per il confine interno all’Irlanda. Lo ha detto il presidente della Commissione Ue, Jean-Claude Juncker. In ogni caso, ha precisato Juncker sulla scia delle parole di Tusk, “siamo pronti ad affrontare qualsiasi scenario”.

“Sì, lasceremo l’Ue e spetta al Parlamento essere all’altezza di questo impegno preso con il popolo britannico”, ora “è giunto il momento delle decisioni”, ha dichiarato Theresa May. La premier britannica ha sottolineato che “la cosa giusta è uscire” dall’Ue “con un accordo” ma “non revocare l’articolo 50” e annullare così la Brexit.

La scelta dell’Ue, ha detto la May, sottolinea “l’importanza che il Parlamento approvi l’accordo sulla Brexit la settimana prossima in modo da poter mettere fine all’incertezza”. In merito all’ipotesi di dover decidere sulle Europee, la premier ha spiegato che “sarebbe sbagliato chiedere alla gente di partecipare a queste elezioni tre anni dopo aver votato la decisione di lasciare l’Unione”.

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