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Bus dirottato, l’interrogatorio a Sy: “Gesto di impatto internazionale”

di Redazione

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Bus dirottato, l’interrogatorio a Sy: “Gesto di impatto internazionale”

| venerdì 22 Marzo 2019 - 10:36
Bus dirottato, l’interrogatorio a Sy: “Gesto di impatto internazionale”

È iniziato intorno alle 16 di venerdì 22 nel carcere milanese San Vittore l’interrogatorio di Ousseynou Sy.

Ousseynou Sy, il 47enne che ha dirottato e incendiato il bus con a bordo 51 bambini e tre adulti a bordo e potrebbe colpire ancora e fare altre azioni simili. Per questo i pm milanesi nella richiesta di custodia in carcere hanno indicato il pericolo di reiterazione del reato di strage come esigenza cautelare. Per gli inquirenti fu lui ad appiccare il fuoco al pullman, mentre Sy sostiene che le fiamme divamparono accidentalmente.

L’uomo è interrogato dal Gip Tommaso Perna alla presenza di Alberto Nobili, capo del pool dell’antiterrorismo milanese, e del pm Luca Poniz. Il giudice, dopo l’interrogatorio dovrà decidere sulla richiesta di convalida dell’arresto e di custodia cautelare in carcere per l’uomo difeso dal legale Davide Lacchini. I pm hanno chiesto il carcere per strage, sequestro di persone, resistenza e incendio e secondo gli inquirenti, il 47enne potrebbe compiere ancora azioni simili anche perché “non ha mostrato finora alcun segno di pentimento“. Da cui l’esigenza cautelare del carcere.

Un gesto “clamoroso di impatto internazionale”

E’ emerso inoltre che il 47enne voleva fare “un’azione dimostrativa e avere un massimo impatto internazionale“. Lo ha reso noto il suo legale, Davide Lacchini, spiegando che l’uomo, durante l’interrogatorio in carcere, ha mostrato davanti al gip “evidenti segni di squilibrio” facendo anche alcune “invocazioni”. Sy ha detto poi di aver agito dopo aver sentito “voci dei bambini che stavano morendo nel Mediterraneo” che gli avrebbero chiesto di fare “qualcosa di clamoroso affinché questo non accada più”.

L’uomo ha anzi rivendicato il suo “gesto eclatante” come “segnale per l’Africa” e “contro le politiche sui migranti” portate avanti da Italia e Ue. Gli inquirenti sono convinti, inoltre, che l’uomo, che aveva già cosparso il bus col gasolio nelle fasi del dirottamento, abbia appiccato il fuoco prima che i carabinieri riuscissero a bloccarlo e mentre i primi bambini riuscivano a mettersi in salvo. Un elemento di conferma è la mano ustionata di Sy.

Secondo il gip di Milano Tommaso Perna non ci sarebbero segni di squilibrio, come ha invece riferito il suo difensore. A chi gli ha chiesto se l’uomo era tranquillo, il giudice ha risposto “più o meno”. La difesa, ovviamente, punta sulla perizia psichiatrica.

Bus dirottato, dal Viminale stretta sulle patenti per pullman

Intanto dal Viminale arriva una stretta sulle patenti per pullman. Maggiori controlli e raccordo operativo con le motorizzazioni civili per una maggiore sicurezza. È quanto emerge dalla la circolare inviata questa mattina a tutti i prefetti dal capo di gabinetto del ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi.

Nel documento si richiama alla puntuale applicazione della normativa vigente per il rilascio e il rinnovo delle licenze a coloro che guidano veicoli per il trasporto di persone. Si richiede inoltre l’intensificazione dei controlli da parte delle Forze di Polizia.

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