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Erdogan: “Combattere l’islamofobia come l’antisemitismo”

di Redazione

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Erdogan: “Combattere l’islamofobia come l’antisemitismo”

| venerdì 22 Marzo 2019 - 11:26
Erdogan: “Combattere l’islamofobia come l’antisemitismo”

“Come ha combattuto l’antisemitismo dopo la catastrofe dell’Olocausto, l’umanità deve combattere con la stessa determinazione anche l’odio contro l’Islam, che è in aumento”. Così il presidente turco Recep Tayyip Erdogan alla riunione straordinaria dell’Organizzazione della cooperazione islamica a Istanbul, convocata dopo la strage delle moschee in Nuova Zelanda.

Erdogan: “Combattere l’islamofobia come l’antisemitismo”

Parlando della strage in Nuova Zelanda, Erdogan ha detto: “I politici che cercano di aprirsi il cammino in politica stigmatizzando i musulmani e i migranti devono cambiare i propri discorsi. Dobbiamo dare un messaggio a quelli che si ispirano a questo terrorista, condannandolo come merita e rivelando tutti i suoi collegamenti”. E ha aggiunto: “Come Daesh (l’Isis), al-Shabaab e il Pkk, i neonazisti devono essere trattati e combattuti come gruppi terroristici”.

“Non permetteremo in nessun caso la legittimazione dell’occupazione del Golan“, ha detto il presidente turco riferendosi all’annuncio Usa sul riconoscimento della sovranità di Israele. “La disgraziata dichiarazione di Trump sulle Alture del Golan porta la regione alle porte di una nuova crisi”.

Anche la Siria denuncia le dichiarazioni del presidente Usa Donald Trump sulla volontà americana di riconoscere l’annessione israeliana delle Alture del Golan. Lo riferisce l’agenzia governativa Sana. “Le dichiarazioni di Trump – si legge in un comunicato del ministero degli Esteri di Damasco – non cambiano la verità, perché il Golan è e rimarrà siriano”. La Siria ha denunciato le affermazioni di Trump come “una violazione delle risoluzioni internazionali” circa l’illegittimità della presenza israeliana.

La decisione del presidente americano Donald Trump di riconoscere la sovranità di Israele sulle Alture del Golan “porterà nuove crisi” in Medio Oriente. Lo ha detto il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Bahram Ghasemi, sottolineando che si tratta di una posizione contraria alle risoluzioni del Consiglio di sicurezza dell’Onu. “Non c’è altra soluzione possibile se non la fine dell’occupazione” del Golan da parte di Israele e la difesa della “sovranità della Siria”, ha aggiunto Ghashemi.

Le dichiarazioni del presidente degli Stati Uniti Donald Trump sulle alture del Golan possono “destabilizzare la regione” e dunque è opportuno che restino “solo una proposta”. Lo dichiara il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, citato dalla Tass.

“La legittimità di Gerusalemme e del Golan sono determinate dal popolo palestinese e da quello siriano”. Lo ha detto Nabil Abu Rudeina portavoce del presidente Abu Mazen. “Qualsiasi decisione presa dagli Usa – ha aggiunto – è contro la legge e la legittimità internazionale. Non ha alcun valore, non darà legittimità all’occupazione israeliana e rimarrà lettera morta”. Ma – ha concluso – accrescerà solo “la tensione nella regione”.

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