Addio a Game of Thrones, con l’ultima puntata della saga finisce un’epoca

di Rosanna Pasta

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Addio a Game of Thrones, con l’ultima puntata della saga finisce un’epoca

| martedì 21 Maggio 2019 - 10:28
Addio a Game of Thrones, con l’ultima puntata della saga finisce un’epoca

E’ andata in onda l‘ultima puntata di Game of Thrones. Con la 08×06 della saga finisce un’epoca. Dopo l’ottava stagione non ci saranno altre puntate de Il trono di spade. L’addio a Game of Thrones è stato ricco di polemiche.

I fan si sono scagliati contro i creatori al punto da decidere di avviare una petizione per rifare l’ottava stagione. Ma tutto è compiuto ormai a Westeros e sui social non potevano mancare commenti e recensioni.

La conclusione di Game of Thrones farà discutere per settimane. Qui non parleremo di quello che è accaduto nell’ultima puntata della saga. Evitiamo spoiler per chi dovesse ancora vederla. La cosa certa è che è finita un’epoca di intrighi, sesso e guerre. Intanto il cast dà l’addio ai fan via social.

L’addio a Game of Thrones

E’ ancora una volta Emilia Clarke ad affidare le emozioni dell’ultima stagione ai social. In un lungo post su Instagram, Daenerys saluta il pubblico. Insieme al messaggio una foto del cast in costume di scena e in borghese davanti alla tv.

“Trovare le parole per questo post mi ha lasciato sopraffatta per quante cose avevo da dire ma quanto piccole sono le parole in confronto a quello che Dani e questa serie hanno rappresentato per me”. E poi ancora: “Il trono di spade mi ha formata come donna, come attrice e come essere umano. Vorrei solo che mio padre fosse qui ora per vedere quanto siamo volati lontano”.

 

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Finding the words to write this post has left me overwhelmed with how much I want to say but how small words feel in comparison to what this show and Dany have meant to me. The mother of dragons chapter has taken up the whole of my adult life. This woman has taken up the whole of my heart. I’ve sweated in the blaze of dragon fire, shed many tears at those who left our family early, and wrung my brain dry trying to do Khaleesi and the masterful words, actions (and names) I was given, justice. Game of Thrones has shaped me as a woman, as an actor and as a human being. I just wish my darling dad was here now to see how far we’ve flown. But to you, dear kind magical fans, I owe you so much thanks, for your steady gaze at what we’ve made and what I’ve done with a character that was already in the hearts of many before I slipped on the platinum wig of dreams. Without you there is no us. And now our watch has ended. @gameofthrones @hbo #love #motherofdragonsoverandout

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Got il capolavoro

Il Trono di Spade ha seminato nel tempo tante polemiche. Da un lato i fan e dall’altro i critici ad ogni costo. Intanto la serie è andata in onda per ben otto anni, con altrettante stagioni. Infatti ha esordito sull’emittente americana via cavo HBO nell’aprile 2011.

Le prime sei stagioni della serie fantasy medievale sono state tratte dai romanzi di George R.R. Martin. Lo scrittore, però, non ha concluso la saga. Sono stati quindi gli sceneggiatori ad andare avanti con soggetti inediti.

Game of Thrones è andato in onda in 170 paesi, ha travalicato i confini televisivi diventando fenomeno di costume e oggetto di culto, conquistando stagione dopo stagione un numero sempre più crescente di appassionati, anche quelli non proprio avvezzi alle storie di cavalieri e draghi.

La saga ha avuto le sue soddisfazioni. Scrittura e messa in scena sono state premiate con 47 Emmy. L’incredibile staff di Got è stato capace di richiamare atmosfere cinematografiche e riportare in vita, sconvolgendone le regole, il genere del fantasy che, dopo il boom del “Signore degli anelli” cinematografico nei primi anni Duemila, sembrava non entusiasmare più le folle.

Dalle critiche al boom

Il boom è presto arrivato. Da iniziale prodotto di nicchia, Game of Thrones si è poi trasformato in un fenomeno mainstream. Ad appassionare i milioni di fan in tutto il mondo la lotta per la conquista del Trono di Spade nei Sette Regni, gli intrighi, i giochi di potere e le lotte.

Le prime stagioni hanno visto morire tantissimi personaggi entrati nel cuore degli spettatori. Questo però non ha minato il successo della saga. Così nel tempo i fan sono aumentati sempre di più. Sono state tante le polemiche ricevute da Game of Thrones. La violenza inaudita e l’uso eccessivo di scene di sesso, soprattutto nelle prime stagioni, non hanno fatto perdere seguaci alla saga.

Personaggi, situazioni e modi di dire di “Game of Thrones” sono entrati nel linguaggio comune in maniera potente. Così anche chi non ha mai visto un episodio difficilmente non saprebbe riconoscere uno dei protagonisti della saga.Dalla regina dei draghi Daenerys Targaryen al ‘folletto’ Tyrion Lannister, dall’eroe senza macchia Jon Snow alla giovane Arya Stark.

L’attesa del prequel

“Da questo momento non ci saranno più sovrani per nascita, verranno eletti in questo luogo dalle lady e dai lord”. È finita forse nell’unico modo in cui poteva finire. Dopo 73 episodi che per 8 anni hanno tenuto i fan incollati alla tv, il sipario è calato sulla serie cult “Il Trono di Spade” con una attesissima puntata che ha lasciato divisa l’audience, incendiando i social media.

E se “Usa Today” ha sparato a zero per un epilogo “saccarinoso e pieno di cliché“, gli orfani del “Trono” sperano nei prequel e negli spin off. George R.R. Martin, l’autore del ciclo “Cronache del ghiaccio e del fuoco” da cui è nata la serie, ne ha proposto almeno cinque.

HBO ha annunciato per l’estate il primo ciak del prequel con Naomi Watts e Josh Whitehouse che si svolgerà “migliaia di anni prima” il viaggio fatale di Ned Stark a Approdo del Re e che racconterà “la discesa del mondo dall’età dell’oro degli eroi alla sua ora più buia”. Per ora è stato dato il via solo a una puntata pilota.

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