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Al via la terza edizione di Grani futuri, la cultura del buon pane alla portata di tutti

di Rosanna Pasta

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Al via la terza edizione di Grani futuri, la cultura del buon pane alla portata di tutti

| giovedì 06 Giugno 2019 - 11:44
Al via la terza edizione di Grani futuri, la cultura del buon pane alla portata di tutti

Al via la terza edizione di “Grani futuri”, per rendere la cultura del buon pane alla portata di tutti. Cuochi e fornai del Movimento internazionale del Pane saranno presenti il 15 e 16 giugno a San Marco in Lamis e Rignano Garganico, nel Foggiano.

Grani futuri, la cultura del buon pane alla portata di tutti

L’edizione 2019 dell’evento parla “Di pane e di terra” nella stagione della raccolta del grano. Una due giorni ricca di dibatti e confronti tra cuochi e fornai. In programma ci sono anche tante degustazioni di piatti a base di pane, esplorazione dei luoghi intorno a San Marco come antichi mulini e masserie, passeggiate ‘nordic walking’ e ‘déjeuner sur l’herbe’.Lo scopo della manifestazione è quello di  trasmettere la cultura del pane buono come fatto consueto e quotidiano, privato e comunitario allo stesso tempo.

La cultura della panificazione passa dalla terra e dalle sementi di grano, alle tecniche di molitura, selezione delle farine e modalità di impasto, lievito, cottura e conservazione. Il tutto, spiega Grani Futuri, in undici gesti. Questi gesti sono ben scanditi nel Manifesto futurista del pane, che elenca le buone pratiche nell’intero ciclo produttivo.

Il programma

Il primo giorno di Grani futuri si svolge a San Marco in Lamis, terra di pane e di acqua. Originariamente ogni abitazione del centro storico era dotata di pozzo e molte lo sono ancora, con molti mulini. Fino agli anni Cinquanta, San Marco contava 22 forni comuni, un vero e proprio primato. Le strade del paese saranno invase da cuochi e panettieri da tutto il mondo. Sono in arrivo, infatti, specialisti del settore anche dall’Olanda, dall’India e dall’America.

La seconda giornata si sposta a Masseria Paglicci di Rignano Garganico. Un esempio di architettura rurale in cui dimora una delle ultime mandrie di mucche podoliche custodite dall’allevatore Giuseppe Bramante.

La sera del 16 giugno una cena conclusiva a Masseria Paglicci. Il ricavano della cena, messa in tavola dai grandi cuochi che aderiscono al movimento, sarà destinato alla creazione di laboratori del pane per i piccoli pazienti del reparto di Oncologia pediatrica della Casa sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo.

La cena è dedicata al ‘Panenutrice’, “un lemma di nuovo conio che speriamo entri nel linguaggio comune” – spiega l’ideatore e promotore di Grani Futuri, Antonio Cera, economista e panificatore – “ovvero una parola che unisce in sé gli archetipi maschile e femmineo, immagine e simbolo di un ciclo vitale che parte dalla terra e feconda e innesca la vita”.

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