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Dipendenza dal lavoro, 5 consigli per non portare lo stress in vacanza

di Rosanna Pasta

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Dipendenza dal lavoro, 5 consigli per non portare lo stress in vacanza

| giovedì 08 Agosto 2019 - 14:07
Dipendenza dal lavoro, 5 consigli per non portare lo stress in vacanza

La dipendenza dal lavoro è una vera e propria patologia. Si manifesta con diversi sintomi ma esiste una soluzione per non portare lo stress anche in vacanza. Di seguito vi proponiamo 5 consigli per godervi al massimo il meritato relax, lasciando in ufficio tutto ciò che riguarda il lavoro.

Dipendenza dal lavoro: il workaholism

Le vacanze servono a rilassarsi e ricaricarsi. In quel periodo, infatti, è bene staccare la spina dal lavoro e sgombrare la mente. Non tutti, però, ci riescono. Sentirsi costretti a lavorare a causa delle pressioni interne, continuare a pensare al lavoro anche quando non si è in ufficio, lavorare al di là delle aspettative e delle richieste. Sono i tre sintomi principali che identificano il ‘workaholism‘ o ‘work addiction’, quella dipendenza da lavoro che diventa una vera e propria patologia.

Il workaholism è stato identificato già nel 1971 dallo psicologo statunitense Wayne Oates. Questa forma di dipendenza dal lavoro si fa sentire spesso anche durante le vacanze, portandosi dietro lo stress. Così, Michael Page, brand di PageGroup specializzato nella selezione di professionisti qualificati di middle e top management, condivide 5 consigli su come trascorrere al meglio le proprie vacanze senza pensare continuamente al lavoro.

“La cosa più importante – afferma Francesca Caricchia, Executive Director di Michael Page – è trovare il proprio equilibrio, concedersi una pausa facendosi aiutare da alcune abitudini. Io, per esempio, guardo le mail sempre negli stessi momenti, la mattina presto o la sera, quando i bambini sono a dormire. Per distrarmi, invece, faccio attività fisica, preparo le valige per tutti o mi dedico al giardinaggio. Se si rispettano i primi quattro punti, il cambio di mindset verrà da sé. Piano piano apprezzeremo il rallentare, il concedersi più pause e il silenzio e torneremo dalla vacanza con una nuova energia che ci permetterà di ritornare ai nostri ritmi ma con uno spirito completamente nuovo”, assicura.

5 consigli per non portare lo stress in vacanza

Ecco dunque i 5 consigli per non trascorrere le vacanze inseguiti dall’incubo del lavoro:

1) Concedersi un po’ di lavoro. Sembra strano che il primo consiglio per non portare lo stress anche in vacanza sia proprio quello di concedersi un poco di lavoro. In realtà, gli psicologi hanno riscontrato che privare totalmente di lavoro un ‘work addicted’ ha degli effetti traumatici. La persona rischia di abbandonare le vacanze e tornare immediatamente al lavoro. In questo caso, meglio imporsi di lavorare a piccole dosi durante la giornata, per un paio di ore circa da diminuire man mano che la vacanza procede.

2) No allo smartphone. Chiunque ormai possiede uno smartphone che gli permette di essere collegato con il mondo h24. Sono molti, infatti, i lavoratori della Generazione X (il 63%) ha dichiarare di lavorare da remoto di sera, di notte o nel weekend. Controllare ossessivamente lo smartphone dipende dai nostri ormoni. Quando guardiamo cosa succede sullo schermo, infatti, produciamo dopamina (responsabile della felicità); invece quando ci sale l’ansia al pensiero di cosa ci stiamo perdendo è perché abbiamo prodotto cortisolo, ormone causa dello stress. Un piccolo trucco è spostare dalla schermata principale le app che causano più tensioni (mail, calendario, news…), ma concedersi, almeno inizialmente, qualche accesso durante la giornata.

3) Mantenersi occupati. Quando di routine si lavora tanto, il cervello è abituato ad essere molto attivo. Durante le vacanze, invece, deve abituarsi al relax totale, cosa che per alcune persone risulta veramente difficile. Tenersi occupati è una soluzione per “ingannare” il cervello. Fai attività fisica, riordina casa, approfittane per portare a termine i lavori domestici che rimandi da tempo. Sono tutte attività che allontanano la mente dalla propria professione, ma che aiutano a rilassarsi.

4) Scegliere la compagnia giusta. Una cosa molto importante quando si decide di partire per le vacanze è la scelta delle persone che ci faranno compagnia. Circondarsi gente positiva con la quale non viene naturale parlare di lavoro è un grande passo per lasciarsi l’ufficio alle spalle, senza tornare in continuazione su argomenti che ci ricordino il lavoro da svolgere.

5) Cambiare mindset. L’ultimo consiglio è anche quello, forse, più difficile da realizzare. Però è essenziale per ottenere un reale cambiamento. Molte persone sono convinte che la totale dedizione al lavoro sia la filosofia perfetta per dimostrare il proprio valore e far carriera. In realtà non concedersi mai una tregua è una strategia logorante e controproducente. Quando si stacca dal lavoro bisogna prendersi una pausa reale e lasciare che la mente si svuoti di tutto ciò che la appesantisce per potersi ricaricare al meglio.

 

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