Coronavirus, sono 1392 i nuovi casi

di Redazione

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Coronavirus, sono 1392 i nuovi casi

| martedì 22 Settembre 2020 - 20:03

Sono 1392 i nuovi casi di coronavirus registrati in Italia nelle ultime 24 ore, secondo i dati diffusi dal ministero della Salute. Rispetto a ieri, sono segnalati altri 14 morti, che portano il totale a 35738 dall’inizio dell’emergenza.

Sono invece 410 i nuovi positivi, che fanno arrivare le persone che al momento hanno il coronavirus a 45.489 mentre sono 219.670 le persone che sono riuscite a sconfiggere il virus, 967 solo nelle ultime 24 ore. Aumentano anche i pazienti ricoverati in terapia intensiva, che sono 7 più di ieri, e quelli nei reparti ospedalieri (+129). Al momento in Italia sono 2.604 le persone in ospedale con covid19 e 239 i pazienti nelle rianimazioni,
In Lombardia i contagi sono stati 18in 24 ore mentre nel Lazio 238.

Ma quanti sono gli asintomatici?

Secondo quanto riportato dall’Adnkronos, un team di scienziati ha provato a fare il punto su quello che la scienza ha finora scoperto e la risposta che emerge, analizzando i dati di 79 studi, è che si tratterebbe di “una minoranza”. Mentre, cioè, il virus dà segni di sé nella maggior parte delle persone che vengono infettate, gli asintomatici ‘autentici’ possono rappresentare circa il 20% dei contagiati, calcolano gli autori.

Sempre secondo l’Adnkronos, lo studio, pubblicato sulla rivista open access ‘Plos Medicine’, è stato condotto da Diana Buitrago-Garcia dell’Università di Berna (Svizzera) e colleghi. Lo spettro completo dei sintomi e la distribuzione della gravità di Covid-19 restano ancora non perfettamente chiari, spiegano gli esperti: alcune persone possono manifestare infezioni gravi che provocano polmonite virale, sindrome da distress respiratorio acuto e morte, mentre altre rimangono completamente asintomatiche o sviluppano sintomi lievi e aspecifici. Per comprendere meglio le percentuali, su cui ad oggi resta disaccordo fra gli scienziati, i ricercatori hanno portato avanti una revisione sistematica della letteratura prodotta tra marzo e giugno 2020. I 79 studi analizzati riportano dati empirici su 6.616 persone: 1.287 di queste sono state definite asintomatiche.

Analizzando questi dati gli esperti hanno stimato la percentuale di contagiati che non hanno mai sviluppato sintomi. Ogni persona infetta da Sars-CoV-2 è inizialmente asintomatica, la proporzione che svilupperà sintomi è stimata intorno all’80%, suggerendo che “la trasmissione presintomatica può contribuire in modo significativo” all’epidemia di Covid-19.

Stime accurate delle vere infezioni asintomatiche e di quelle presintomatiche, ragionano gli studiosi, sono fondamentali per comprendere la trasmissione di Sars-CoV-2 a livello di popolazione e affinché si adottino strategie di salute pubblica adeguatamente personalizzate. La ricerca futura, suggeriscono, dovrebbe includere studi longitudinali prospettici che documentino lo stato dei sintomi. È inoltre necessaria una migliore accuratezza dei test sierologici per ridurre il numero di falsi negativi.

“I risultati di questa revisione sistematica delle pubblicazioni di inizio pandemia suggeriscono che la maggior parte dei casi di Sars-CoV-2 non sono asintomatici durante il corso dell’infezione. Il contributo delle infezioni presintomatiche e asintomatiche alla trasmissione complessiva del coronavirus implica che continueranno a essere necessarie misure di prevenzione combinate, con una migliore igiene delle mani e delle vie respiratorie, un’attività di test e tracciamento, strategie di isolamento e distanziamento sociale”.

 

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