Palermo suk europeo

di Redazione

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Palermo suk europeo

| sabato 17 Novembre 2012 - 13:45

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PALERMO, 19 NOVEMBRE – Si inizia intorno alle 19 del venerdì e la scena si ripete nelle sere di sabato e domenica, tutti i fine settimana, estate e inverno. In pochi minuti il centro di Palermo, dal teatro Massimo al Politeama diventa un “suk”.

E’ chiaro che il vecchio e caro slogan che riempiva i nostri taccuini nel turbinare di conferenze stampa di Leoluca Orlando anni ’90 – “Palermo città europea, Palermo città normale” – è finalmente stata archiviata come una bella giacca blu di marca ma di taglio ormai datato.

L’Europa non si usa più, è sinonimo di mercati e default. Su “normale” meglio glissare: ormai anche Roma, Milano e Madrid vorrebbero essere città normali. E con questo tempo, ancora caldo a novembre è chiaro che le mezze stagioni – Primavera compresa – non esistono più.

 

Così, davanti al Teatro Massimo (i due maiuscoli non sono un caso) che il Sindaco ha restituito alla Città (altro maiuscolo), rischiando persino un processo, adesso c’è il mercatino del week-end, naturalmente abusivo. In piazza Verdi, sotto i portici di via Ruggero Settimo, in tutto l’asse centrale, si allestisce la più grande vucciria che mente umana possa immaginare.

 

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Non sta a noi ricordare la certosina descrizione dei difetti di noi palermitani delineata dai viaggiatori teutonici del Gran Tour. Ma da cittadini, più che da cronisti, sogneremmo che i venditori ambulanti – a nostro avviso di diritto cittadini di Palermo – avessero un posto, legale e civile, dove svolgere la loro attività. Un posto anche al centro, in piazza, ma dove possano lavorare pagando le tasse e dividendosi i posti secondo le regole dettate dal Comune. Così poi si potrà punire e perseguire chi vuole restare fuori dalle regole.

 

Così tutti noi potremo rivedere Palermo come l’abbiamo scoperta e amata, anche noi, che da universitari “paesani” siamo diventati cittadini fieri di una città così speciale. Cosi non dovremo più rispondere a quegli odiosi polentoni perfettini (“ma come, qui a Palermo le regole….”). E non dovremo più assistere alle scene da Totò e Fabrizi di “Guardie e Ladri” che crediamo non piacciano non solo ai venditori ma neanche ai Vigili Urbani.

 

Insomma, vorremmo che il nuovo Leoluca Orlando  facesse qualcosa di… Primaverile.

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