Sicilia, gli enti locali senza voce

di Redazione

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Sicilia, gli enti locali senza voce

| venerdì 07 Dicembre 2012 - 19:03

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PALERMO, 10 DICEMBRE – Partiamo dalle obiezioni di chi leggerà, così ci portiamo avanti col lavoro. Probabilmente parliamo del problema da protagonisti, parti in causa, diranno i più agguerriti da “membri di una corporazione” che ci si ostina a definire privilegiata come se fossimo tutti Vespa e Mentana.

Ma il problema, per i cittadini c’è. Nel momento in cui si avvicinano le elezioni nazionali, Governo regionale e Parlamento iniziano la loro attività, la Provincia di Palermo attende il rimpasto per gli ultimi sei mesi di mandato del Presidente, il Comune è al suo primo semestre, la comunicazione istituzionale di questi enti è ridotta al lumicino. Licenziamenti, vertenze, cause, rimescolamenti hanno di fatto cambiato il panorama dell’informazione non tanto politica ma amministrativa degli Enti Locali.

E questo, consentiteci, non c’entra con i posti di lavoro dei giornalisti. Questo è argomento della legge sulla trasparenza della Pubblica Amministrazione. Per finire sui giornali con la polemica o la frase ad effetto, infatti, il politico ha imparato ad usare – e forse ne abusa anche – twitter, facebook e tutto l’armamentario di web e social network e talvolta a suo danno la radio, vedi il caso Zichichi esploso su Radio 24.

Ma quando poi si tratta di spiegare cosa accade nelle stanze del potere, cosa è scritto nero su bianco su una delibera, una legge, un qualsiasi provvedimento, il cittadino oggi più che ieri può solo affidarsi alla sua curiosità chiedendo ciò che si chiama “accesso agli atti”.
Il cronista deve invece inseguire al cellulare assessori, capi di gabinetto, funzionari per ottenere le notizie, notizie che sempre più devono essere cercate come una volta si faceva con i “retroscena”, vale a dire ciò che c’è dietro la notizia.

Qualcuno pensa che questo evita che la comunicazione pubblica sia asservita ai politici che amministrano gli enti. Insomma, più democrazia. In realtà finisce che a uscire sono le notizie che interessano ad alcuni e quelle di chi può permettersi, anche finanziariamente, di comunicare meglio.

Nell’era di internet, dello streaming, del satellite e del digitale, mentre anche il Papa twitta (ma non per questo licenzia Padre Lombardi), la Pubblica Amministrazione siciliana ha voci sempre più rotte, ingranaggi inceppati e strutture smantellate. Fra i costi della politica sembra che, per errore o per dolo, qualcuno abbia inserito il rispetto per il diritto dei cittadini ad essere informati.

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