Anno Giudiziario, Oliveri: “Per battere la mafia la politica deve dare un segnale forte”

di Redazione

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Anno Giudiziario, Oliveri: “Per battere la mafia la politica deve dare un segnale forte”

| sabato 26 Gennaio 2013 - 10:19

Tribunale-Palermo

PALERMO, 26 GENNAIO 2013 – Aumentano i reati contro la Pubblica Amministrazione (+19 %) e in particolare quello di concussione (del 44 %). Ma aumentano anche gli infortuni sul lavoro, e i casi di malasanità. In netto calo le denunce per stalking, pedofilia e pedopornografia. La mafia è ancora forte ma “può essere sconfitta”.

Ma gli organici dei tribunali sono carenti ed aumentano le spese per le intercettazioni, non solo perché cresce il numero di indagati e potenziali obbiettivi di Cosa Nostra ma anche per “l’aumento vertiginoso dei prezzi del noleggio delle apparecchiature”. Sono i dati della relazione del Presidente della Corte d’Appello di Palermo, Vincenzo Oliveri, che ha aperto la cerimonia d’inaugurazione dell’anno giudiziario del distretto di Palermo, che comprende le Procure di Agrigento, Sciacca, Marsala, Trapani, Palermo e Termini Imerese ed è per dimensioni il quinto dei 26 distretti italiani. Presenti il consigliere del Csm Francesco Cassano ed in rappresentanza del Ministero il professore Salvatore Mazzamuto.

“Di anno in anno – esordisce amaro il presidente – la cerimonia di apertura dell’anno giudiziario si rivela sempre più l’occasione per esporre lentezze, difficoltà, disfunzioni e carenze troppo note per essere ripetute, e alle quali ci si sforza di aggiungere ogni volta un elenco di iniziative virtuose e spesso anche utili, che non riescono però a intaccare il quadro d’insieme che rimane sostanzialmente negativo”.

Oliveri sottolinea che con il “nuovo Ministro, antiretorico e pragmatico, il clima è cambiato. Si è smesso di parlare genericamente di riforma della giustizia e di nuovi codici e si è capito che si possono fare riforme utili con meno enfasi e con più efficacia”.

Il presidente Oliveri, rivolge un “rispettoso saluto e ringraziamento” al Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, “per averci allontanati – spiega – dal precipizio verso il quale inconsciamente marciavamo, per averci tirato fuori dalla palude, per averci fatto svegliare da una sorta di incubo”. “Un ringraziamento – aggiunge Oliveri – anche per avere difeso con fermezza in ogni momento la nostra indipendenza di giudici, quando siamo stati oggetto di accuse ingenerose e di aggressioni talvolta anche volgari”.

Poi la lunga sfilza di dati. Gli omicidi sono in lieve aumento, 76 nel 2012 dei quali 27 ancora senza colpevoli. Sono stati 72 i tentati omicidi (dei quali 19 ad opera di ignoti). Soltanto due omicidi sembrano opera della mafia. Aumentati i furti (+7%), e le estorsioni (+3%), diminuiscono rapine (-15%), rapine in banca o uffici postali (-70%).

Le estorsioni sono “in costante espansione”, per la “costante presenza sul territorio dell’organizzazione mafiosa”. I reati di associazione mafiosa nel territorio del distretto di Palermo, sono diminuiti del -19%. Un dato ritenuto “confortante” dal magistrato. Anche se “le organizzazioni mafiose – spiega Oliveri – continuano a tutt’oggi a detenere il monopolio delle attività criminali, soprattutto di quelle finalizzate al controllo del territorio e all’acquisizione di capitali illeciti mediante imposizione del ‘pizzo’ alle attività commerciali e alle imprese impegnate in lavori pubblici e privati”.

“Nonostante i durissimi colpi subiti – aggiunge – Cosa nostra conserva sostanzialmente immutata la sua struttura organizzativa profondamente radicata nel territorio e non si avvertono segni di cedimento”. Oliveri indica due priorità la cattura di Matteo Messina Denaro ma anche un chiaro segnale della politica alla mafia “che faccia crollare ogni possibile speranza di attenuazione del sistema repressivo o, peggio, di generalizzata revisione di processi”.

“A tali condizioni – aggiunge – la definitiva sconfitta della mafia comincia ad apparire un risultato possibile anche se non a breve scadenza”.

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Aut. del tribunale di Palermo n.20 del 27/11/2013
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