Il Consiglio provinciale di Palermo chiede alla Regione una riforma delle province entro l’autunno

di Redazione

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Il Consiglio provinciale di Palermo chiede alla Regione una riforma delle province entro l’autunno

| sabato 02 Marzo 2013 - 15:24

palazzo-comitini

PALERMO, 2 MARZO – Una riforma sulle province entro l’autunno. È la richiesta rivolta alla Regione votata all’unanimità dal consiglio provinciale di Palermo. Il documento solleva altri due temi: la proroga degli organi (consigli e presidenti) fino alla riforma e un taglio robusto ai costi della politica.

Il consiglio condivide l’esigenza di una ”profonda riforma delle funzioni e della struttura” delle province ”per renderne efficace il ruolo” ma propone anche il decentramento alcune competenze gestionali ”impropriamente esercitate dall’amministrazione regionale” e la soppressione di ”tanti organismi inutili e costosi, sorti per la gestione di servizi pubblici nei cosiddetti ambiti ottimali, quasi sempre sottratti al controllo degli elettori e vera fonte di clientela e spreco”.
Infine l’appello per evitare una ”duplicazione di funzioni con altri enti”.
Il documento insiste per una riforma in tempi rapidi che invece il presidente Rosario Crocetta vorrebbe rinviare all’anno prossimo e giudica ”antidemocratico” un commissariamento prolungato delle province, com’è stato fatto nel caso di Ragusa e Caltanissetta.

 

 


Il segretario regionale siciliano dell’Udc, Gianpiero D’Alia, ha riunito oggi il gruppo parlamentare all’Assemblea regionale e i segretari provinciali del partito per una valutazione del voto politico. Dopo una lunga e articolata discussione, alla luce del dato elettorale relativo alle consultazioni del 24 e 25 febbraio, sono state individuate le criticità scaturite dal voto e affrontate le prospettive politiche e i prossimi impegni legislativi. “Pur di fronte a un dato elettorale sicuramente inferiore alle nostre aspettative – afferma D’Alia – è corretto rilevare che l’area politica a cui facciamo riferimento ha allargato il suo bacino elettorale. Ora è il momento di riorganizzare e rilanciare l’azione politica del partito per affrontare alcune questioni strategiche e improcrastinabili per rendere ancora più efficace l’operato del governo regionale”.
L’Udc chiede con forza al presidente della Regione e alle forze politiche che compongono la maggioranza l’istituzione di un tavolo regionale per affrontare il tema delle Province e la collegata riforma dell’amministrazione regionale, il bilancio siciliano, nella consapevolezza della drammaticità in cui versano i conti, e la scelta delle candidature per le prossime elezioni amministrative.

 

 

Di seguito l’ordine del giorno approvato all’unanimità dal Consiglio della Provincia Regionale di Palermo nella seduta straordinaria del primo marzo.

 

IL CONSIGLIO DELLA PROVINCIA REGIONALE DI PALERMO

Trattando il punto relativo alla ipotesi di riforma delle Province regionali avviato dal Parlamento Regionale con L.R. 14/2012, ed in corso di trattazione all’odierno odg dell’ARS;

RIAFFERMA la necessità dell’esistenza di un ente intermedio, tra comune e regione, erroneamente messa in dubbio da coloro che, pretestuosamente, ne hanno fatto il simbolo, e quasi l’unico traguardo, della lotta agli sprechi;
CONCORDA, tuttavia, con l’esigenza di una profonda riforma delle funzioni e della struttura, per renderne efficace il ruolo, evitando duplicazione di funzioni con altri enti, decentrando talune competenze gestionali impropriamente esercitate dall’Amministrazione Regionale, e sopprimendo, al contempo, i tanti organismi inutili e costosi, sorti per la gestione di servizi pubblici nei cosiddetti “ambiti ottimali”, quasi sempre sottratti al controllo degli elettori e vera fonte di clientela e spreco;
ESPRIME vivo disagio per l’incapacità palesata dall’Assemblea Regionale Siciliana. nel dare seguito alla volontà riformatrice più volte annunciata, ed, in particolare, di rispettare il termina del 31/12/2012, indicato nella LR 14/2012 quale epoca ultima per la riforma delle Province;
AUSPICA che, nella odierna trattazione, il Parlamento Regionale non voglia rinviare “sine die” il termine di una riforma, implicitamente ammettendo, con ciò, la propria incapacità ad approvare, in tempi certi ed “europei”, norme necessarie a dare efficienza al sistema;
CHIEDE, pertanto, che, ove si propendesse per un ulteriore rinvio dell’epoca della riforma, lo stesso non ecceda i tempi strettamente necessari al varo della legge, onde permettere, al massimo entro l’autunno prossimo venturo, lo svolgimento di elezioni “dirette”, per l’individuazione degli organi di gestione degli Enti intermedi;
GIUDICA “antidemocratica” una gestione commissariale che vada a protrarsi nel tempo, così come già avviene per le Province di Caltanissetta e Ragusa;
PROPONE che l’Assemblea Regionale Siciliana, nelle more, dell’approvazione delle nuove norme, proroghi, per lo stretto tempo necessario, gli attuali organi di gestione, assembleare ed esecutivo (contenendo da subito le spese per gli organi amministrativi, modificando la legge Regionale sullo status degli amministratori pubblici degli Enti Locali territoriali), coinvolgendo gli stessi nel percorso riformatore, anche al fine di utilizzarne le competenze e le esperienze acquisite, per un organico e complessivo riassetto istituzionale degli Enti Locali della Regione Siciliana
CHIEDE l’audizione di una rappresentanza consiliare, nell’ambito della Prima Commissione ARS – Affari Istituzionali.

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