La “contro-riforma” dei Presidenti delle Province

di Redazione

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La “contro-riforma” dei Presidenti delle Province

| mercoledì 13 Marzo 2013 - 14:59

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PALERMO, 13 MARZO 2013 – Le Province siciliane non intendono stare a guardare davanti al loro smantellamento e passano al contrattacco, con una loro proposta.

La bozza di disegno di legge elaborata dall’Urps (Unione regionale delle Province siciliane) è stata presentata questa mattina, nella Sala Gialla, di Palazzo dei Normanni dal presidente Giovanni Avanti, che guida l’Urps ma anche la Provincia di Palermo.

Alla conferenza stampa hanno partecipato Antonio Saitta, Presidente dell’Unione delle Province Italiane (Presidente della Provincia di Torino), Ida Nicotra, ordinario di diritto costituzionale all’Università di Catania, i Presidenti e commissari straordinari delle nove Province siciliane, i Presidenti dei nove consigli provinciali, consiglieri provinciali e deputati regionali.

 

La proposta delle Province è articolata in quattro punti principali: la conferma dell’elezione diretta del Presidente e del Consiglio; un taglio sensibile del numero di assessori e consiglieri; una rivisitazione organica delle competenze fra Regione, Comuni e Province, l’accorpamento in capo alle Province di tutta una serie di enti, dagli Ato, agli Iacp fino ai Consorzi di Bonifica che costano alla Regione 50 milioni di euro l’anno.

“La proposta del Governo regionale – avverte Avanti, che aveva già posto seri dubbi sulla proposta del governo – porterebbe ad aumentare in misura esponenziale il nascere di nuovi soggetti giuridici. Verrebbero istituiti infatti più liberi consorzi dei comuni rispetto alle attuali nove province con aggravio dei costi”.

Il Presidente dell’Unione Province d’Italia Antonio Saitta ha sottolineato come “oggi l’abolizione delle Province è indicata come la soluzione di tutti i mali della finanza pubblica italiana. In realtà rappresentano soltanto l’1,3% della spesa nazionale. Sicuramente occorre un processo di rivisitazione degli enti locali, ma questo passa attraverso una ragionamento aperto nel quale confrontare numeri e proposte, pensando ad un alleggerimento dei compiti delle Regioni”.

 

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