Palazzo Abatellis svela i tesori salvati dall’antica chiesa di Santa Rosalia

di Redazione

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Palazzo Abatellis svela i tesori salvati dall’antica chiesa di Santa Rosalia

| giovedì 11 Luglio 2013 - 10:06

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PALERMO, 11 LUGLIO 2013 – Sono passati quasi 100 anni, ma oggi è possibile osservare una parte di un affresco proveniente dalla distrutta chiesa di Santa Rosalia.

 

L’affresco, che dal 12 Luglio al 30 Settembre sarà esposto per la prima volta a Palazzo Abatellis, fu realizzato da Gioacchino Martorana e torna visibile al pubblico insieme ad altre opere recuperate dalla vecchia chiesa di Santa Rosalia, demolita nel 1922 per far “spazio” al 4° tronco di via Roma, quello più vicino alla Stazione Centrale.

 

Una parte dell’affresco di quella chiesa, dedicato alla Santuzza, è integro e sarà esposto per la prima volta al pubblico, dopo un attento lavoro di restauro. Verrà esposto anche un dipinto su tela proveniente dalla chiesa. L’ affresco è tratto dalla parte centrale della volta e raffigura un folto gruppo di angeli che porta in gloria San Benedetto, alla cui regola obbediva il monastero di Santa Rosalia, secondo la tradizione seicentesca che accreditava l’adesione di Rosalia all’Ordine delle Benedettine.

 

Insieme all’affresco ritrovato – spiega Giovanna Cassata, direttrice di Palazzo Abatellis – l’esposizione presenta altri tre dipinti provenienti dalla distrutta chiesa di Santa Rosalia di cui uno inedito, restaurato nei laboratori della Galleria e riconosciuto come una delle numerose tele che Gioacchino Martorana, figlio di Pietro, eseguì per la navata – continua – Sarà esposto per la prima volta anche il bozzetto della pala dell’Immacolata, un tempo posta sull’altare maggiore della chiesa e oggi al Museo Diocesano, opera di Mariano Rossi, un altro dei protagonisti della pittura siciliana del Settecento, fra la Sicilia e Roma.

 

Secondo la direttrice di Palazzo Abatellis l’esposizione si pone come avvio di un percorso di approfondimento sulla perduta chiesa di Santa Rosalia che coinvolgerà gli altri istituti museali e di cultura della città, dal Museo Diocesano alla Soprintendenza, al Museo Pitrè, all’Università, ciascuno depositario di brani di storia del monumento.

 

A Palazzo Mirto, invece, negli stessi giorni sarà esposta una tela di Giuseppe Patania raffigurante una Madonna del Rosario con Santa Rosalia e una veduta del monte Pellegrino. Insieme alla tela si potrà osservare anche una monumentale pala, proveniente dall’Albergo dei Poveri e prestata dalla Soprintendenza di Palermo. Il dipinto, dopo un attento e preciso lavoro di restauro, ha riacquistato piena leggibilità sia dal punto di vista stilistico che iconografico e presenta sullo sfondo un suggestivo paesaggio con una veduta del golfo e di Monte Pellegrino, che testimonia il forte legame della santa patrona con la città.

 

Nell’ambito del 389° Festino, il quartetto “Le Matrioske” propone alcune delle più belle musiche e ballate tradizionali del Sud Italia, canti toscani e musiche da bal folk, provenienti dalla tradizione francese. L’ultimo concerto è in programma nel salotto metropolitano di piazza San Domenico, venerdì 12 luglio alle ore 21,30. La band è composta da Virginia Maiorana (fisarmonica, voce), Roberta (violino, voce), Simona Ferrigno (percussioni, voce, danze), Piras (chitarra, voce),(Andrea Le Moli, basso acustico).

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