renzi al governo senza elezioni ma chi ce lo fa fare le anticipazioni di una intervista ad agorà su rai 3

Si sono chiusi alle 20 i seggi delle elezioni per le primarie del Pd. Dalle urne, a breve, ufficialmente, il nome del nuovo segretario del Partito democratico. Che, non ci sono quasi più dubbi, sarà il sindaco di Firenze, Matteo Renzi, che, già a metà scrutinio (4.164 sezioni su 8.476), ha conquistato il 70 per cento dei voti degli elettori del Pd.

Questi i dati dal sito del Pd:

(7.142 sezioni su 8.476)

Matteo Renzi 67,8%

Gianni Cuperlo 18%

Pippo Civati 14,2%

Atmosfera di festa e bandiere del Partito Democratico sventolano nelle prime file del teatro Obihall di Firenze dove è atteso Matteo Renzi. Il teatro è stato aperto al pubblico. Deputati renziani al completo in sala, da Simona Bonafè a Maria Elena Boschi, da Dario Nardella alla senatrice Rosa Maria di Giorgi.

“Da oggi non ci sono più alibi per il cambiamento”, ha detto Renzi salendo sul podio dell’ObiHall a Firenze per il suo discorso. “Abbiamo la peggiore classe politica dal dopoguerra a oggi – ha attaccato il neo segretario del Pd – completamente addormentata. E questo alla gente non sta più bene. E noi abbiamo intenzione di cambiare l’Italia, non uno o due ministri”. Dopo i ringraziamenti di rito (alla famiglia, allo staff, agli avversari con cui si è confrontato), Renzi usa il Movimento 5 Stelle per attaccare l’antipolitica: “Qualche giorno fa alcune centinaia di migliaia di persone si sono riunite a Genova per il Vaffa-day. Oggi quasi tre milioni di persone hanno lasciato le case nel giorno di festa, combattendo lo sdegno per una politica che non apprezzano più, per andare a votare alle primarie. Non per mandare a quel paese qualcosa o qualcuno, ma per scegliere il proprio futuro, per votare un programma”.

“Da stasera la corrente dei renziani è ufficialmente sciolta. Ammesso che sia mai esistita, sarà la prima ad essere rottamata”, ha proseguito Renzi che poi ha preso il comando del partito: “Tocca a una nuova generazione guidare la macchina”.

“Ho telefonato a Matteo Renzi e gli ho fatto i miei auguri”, ha detto Gianni Cuperlo, parlando a piazza di Pietra, a Roma. “Gli ho fatto i miei auguri più affettuosi e sinceri – ha aggiunto Cuperlo – affinché inizi al meglio un impegno molto difficile. È stata scritta una pagine molto bella della politica italiana, abbiamo vissuto assieme una giornata importante per il Pd e per la qualità della nostra democrazia”.

Pippo Civati, ultimo classificato nella corsa alla carica di segretario del Partito democratico, ha invece mandato un sms a Renzi con scritto: “Così non vale”. Di decine di punti percentuali, infatti, la distanza tra il vincitore e Civati, considerato l’anima più di sinistra della sfida. “Avremmo sperato in numeri diversi – ha aggiunto Civati, un po’ commosso – ma è stato bello vedere due giovani come noi sfidarsi. E ora il Partito democratico ha una carica politica che non deve disperdere”.

“Con il nuovo segretario, Matteo Renzi, lavoreremo insieme con uno spirito di squadra che sara’ fruttuoso, utile al Paese e al centrosinistra”. Così il premier Enrico Letta commentando i risultati delle primarie del Pd, dopo le polemiche che lo hanno visto coinvolto nelle ultime settimane insieme a Matteo Renzi.

Tra le prime congratulazioni giunte al nuovo segretario del Pd, quelle dell’escluso dalla corsa Gianni Pittella: “Grande vittoria di Matteo Renzi – ha detto – che avrà ora la forza di imporre le proprie idee e la propria politica nel partito e nel Paese. Serve subito un patto tra Letta e il nuovo segretario del Pd su legge elettorale, riforma del lavoro e impegno forte per cambiare la politica austericida e ragionieristica dell’Europa. Ma è una vittoria di tutto il popolo del Partito democratico e soprattutto ha vinto la democrazia. Un dato ancor piu’ importante in un momento in cui c’e’ una diffusa spesi affezione dei cittadini verso la politica”.

Soddisfazione, intanto, nel Pd per l’affluenza al voto: più di due milioni di elettori, sfidando le code e il giorno festivo, si sono recati nelle segreterie e nei gazebo per esprimere la propria preferenza tra Matteo Renzi, Gianni Cuperlo e Pippo Civati.

Per tutto giorno sono state lunghe le file per votare ai seggi, nonostante il giorno festico. “L’affluenza alle primarie del Pd – ha detto il segretario nazionale uscente, Guglielmo Epifani – rafforza tutte le nostre ragioni e soprattutto, in una fase della vita del Paese così difficile, in cui tante voci si levano di ogni carattere, credo che questa sia una grandissima risposta democratica”. “Le primarie si sono confermate un grande strumento di partecipazione e rafforzamento della democrazia”, ha insistito.

Dopo il ripensamento dei giorni scorsi, alle urne si è recato anche Romano Prodi. “Al Pd – ha detto – occorre un ‘segretario forte’ con la generosità di collaborare con gli altri due protagonisti. Un segretario che abbia l’intelligenza e la generosità di collaborare con gli altri due protagonisti, e in modo simmetrico gli altri due capiscano che c’è un interesse generale in gioco”. “Se il Pd si dimostra non rissoso e unito, con un programma comune studiato, discusso e approfondito – ha aggiunto il Professore – non può che vincere; altrimenti non può che perdere”.

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(In aggiornamento)